Banche e rimborsi truffati, Salvini striglia Tria: “Firmi decreto”

Sulla Cina tensione con Di Maio: "Non mi si dica che è un paese con il libero mercato", tuona il Ministro dell'Interno

I rimborsi a quelli che sono stati ribattezzati i truffati delle banche riaccendono le tensioni,a dire il vero mai sopite, nel Governo. Dal Forum di Confcommercio a Cernobbio, arriva infatti la stoccata del Vicepremier Matteo Salvini al Ministro dell’Economia, Giovanni Tria che più volte è finito nel mirino del Ministro dell’Interno. 

Il Tesoro “ci sta mettendo un po’ troppo tempo per i miei gusti”, ha tuonato il leader leghista. “Stanno aspettando una risposta dall’Europa – ha continuato – ma io mi sono rotto di aspettare la risposta e lo dirò al ministro dell’Economia. I risparmiatori non possono aspettare i tempi e i modi dell’Europa. E’ Tria che deve firmare e io personalmente gli chiederò di farlo”.

CAPITOLO IVA – Il Vicepremier ha anche parlato pericolo di aumento dell’Iva nel 2020: “Le clausole Iva non sono scattate e non scatteranno, stiamo lavorando per questo. Non scatterà nessun aumento dell’Iva, su questo avete la mia parola che peraltro vi avevo già dato. Bacchetta magica non ne abbiamo ma qualche idea la abbiamo”, ha rassicurato.

GUARDANDO ALLE EUROPEE – Sullo sfondo poi un appuntamento importante al quale Salvini guarda con speranza e ansia: “Se le elezioni europee andranno come andranno, saremo noi, i movimenti dipinti come euroscettici, a salvare l’Europa. I primi nemici dell’Europa sono proprio quelli che dicono che va bene cosi’ com’è. L’Europa”, ha affermato, “è un bellissimo sogno di pace”, ma “si salva se cambia, e se torna a rispettare i popoli, le tradizioni, le nazioni. L’Europa doveva garantire benessere economico e sociale e piena occupazione per tutti e con questi vincoli io non sono in grado di garantirli. Io voglio un paese libero di garantire piena occupazione e benessere economico e sociale”.

ITALIA-CINA –  Intanto continua a far discutere il Memorandum of Understanding sottoscritto nelle scorse ore a Villa Madama dal premier italiano Conte e dal presidente cinese Xi Jinping, in visita in Italia. L’adesione del Belpaese alla Belt and Road Initiative, la cosiddetta Via della Seta, fa storcere il naso a Salvini che si è mostrato apertamente dubbioso.

BOTTA E RISPOSTA CON DI MAIO – “Non mi si dica che la Cina è un paese con il libero mercato” ha detto il vicepremier Matteo Salvini aggiungendo comunque di essere contento della visita del presidente cinese e dell’apertura dei mercati “a parità di condizioni”. “Noi vogliamo essere assolutamente cauti quando c’è in ballo la sicurezza nazionale”, ha ribadito.

Di Maio: “Salvini ha il diritto di parlare, io devo fare i fatti” – Risposta stizzita del collega Di Maio: “Lui ha il diritto di parlare, io ho il dovere di fare i fatti”, ha chiosato il leader pentastellato.

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