Le banche battono il governo: tornano le commissioni sui prestiti

Saranno abolite solo nel caso non siano rispettate le norme sulla trasparenza

L’Abi aveva protestato. I vertici dell’associazione hanno minacciato le dimissioni. Governo e parlamento cambiano il testo del decreto sulle liberalizzazioni. Attraverso un emendamento, alla norma già introdotta al Senato, che stabilisce la nullità di tutte le commissioni bancarie in caso di concessione di linee di credito, è aggiunto che tale previsione si applica solo “alle banche che non si adeguano alle norme sulla trasparenza ai sensi della delibera del Cicr, adottata ai sensi dell’art. 117/bis del Codice bancario”.
In pratica la nullità delle commissioni sulle linee di credito varrà solo nel caso in cui le banche non abbiano rispettato le norme sulla trasparenza.

L’emendamento sarà formalizzato una volta verificata la sua ammissibilità. Sono in corso verifiche informali con gli uffici della Camera. Va detto, però che esiste un problema temporale nella conversione del decreto legge. La Camera concluderà l’esame del testo il 22 marzo e il decreto scade il 24: resterebbero dunque solo due giorni, inserendo le poche righe di modifica al decreto liberalizzazioni, per chiudere la terza lettura in Senato. C’è il timore che, approfittando di questa modifica, i deputati possano proporne delle altre, allungando i tempi del varo. E’ stata ipotizzata la soluzione di spostare l’emendamento nel decreto semplificazioni – ora alla Camera e poi in Senato – che verrebbe approvato qualche giorno dopo il dl liberalizzazioni. Anche se esiste il problema di estraneità della materia al decreto semplificazioni. Problema recentemente evidenziato dal Presidente Napolitano.
L’alternativa studiata in maggioranza sarebbe un disegno di legge bipartisan di iniziativa parlamentare, fatto di un solo articolo, appoggiato da tutti i gruppi di maggioranza, che avrebbe una corsia preferenziale nei due rami del Parlamento

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