Banche, a gennaio prestiti a famiglie e imprese al top: la crescita più alta degli ultimi sei anni

In crescita su base annua di +1,8%. Lo rende noto l'Abi nel rapporto pubblicato nella giornata di oggi

(Teleborsa) A gennaio i prestiti a famiglie e imprese sono in crescita su base annua di +1,8%, proseguendo la positiva dinamica complessiva del totale dei prestiti in essere (il tasso di crescita annuo risulta su valori positivi da 2 anni). In pratica, la crescita più alta degli ultimi sei anni. 

Lo rende noto l’Abi nel rapporto pubblicato nella giornata di oggi. Tale evidenza emerge dalle stime basate sui dati pubblicati dalla Banca d’Italia, relativi ai finanziamenti a famiglie e imprese (calcolati includendo i prestiti non rilevati nei bilanci bancari in quanto cartolarizzati e al netto delle variazioni delle consistenze non connesse con transazioni, ad esempio, variazioni dovute a fluttuazioni del cambio, ad aggiustamenti di valore o a riclassificazioni.

MERCATO DEI MUTUI A SEGNO PIU‘ – Sulla base degli ultimi dati ufficiali, relativi a fine 2017, si conferma la crescita del mercato dei mutui. L’ammontare totale dei mutui in essere delle famiglie registra una variazione positiva di +3,2% rispetto a fine 2016 (quando già si manifestavano segnali di miglioramento).

TASSI INTERESSE AL MININO STORICO – A gennaio 2018, i tassi di interesse applicati sui prestiti alla clientela si collocano su livelli molto bassi: il tasso medio sul totale dei prestiti è pari al 2,69%, minimo storico (2,69% anche il mese precedente e 6,18% prima della crisi, a fine 2007). Minimo storico anche per il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese risulta pari a 1,45%, era 1,50% il mese precedente (5,48% a fine 2007). Prossimo al minimo storico è anche del tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni risultato pari a 1,92% (1,90% a dicembre 2017, minimo storico, 5,72% a fine 2007).

GUIDA SEMPRE IL FISSO – Sul totale delle nuove erogazioni di mutui circa i due terzi sono mutui a tasso fisso.

SOFFERENZE DELLE BANCHE IN CALO – I crediti in sofferenza netti a fine dicembre si sono ridotti a 64,3 miliardi, pari al 3,71% degli impieghi rispetto agli 86,8 miliardi al dicembre del 2016 (4,89% degli impieghi). Il calo si deve “alle rilevanti operazioni di cessione portate a compimento lo scorso anno”. Il rapporto dell’Abi segnala che la riduzione è di circa 24,5 miliardi rispetto al livello massimo delle sofferenze nette raggiunto a novembre 2015.

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