Banca Etruria, Boschi indagato: bufera su Procura e Pd

Il Pm aveva negato nell'audizione in Commissione Banche che l'ex vicepresidente di Etruria fosse tra gli indagati

Pierluigi Boschi, padre del sottosegretario Maria Elena, è iscritto nel registro degli indagati per la vendita delle obbligazioni subordinate alla clientela retail di Banca Etruria. Ma la notizia non è solo questa, perché il Procuratore che sta indagando sulla vicenda della banca, liquidata nel 2015, ha negato pochi giorni fa, davanti alla Commissione d’Inchiesta sulle banche, che il padre della ex ministra del governo Renzi fosse indagato.

LA TESTIMONIANZA – Il procuratore Roberto Rossi, rispondendo alle domande dei parlamentari nel corso dell’audizione della Commissione d’inchiesta sulle banche di giovedì scorso, aveva escluso qualunque coinvolgimento di Boschi nelle indagini. “Boschi non ha partecipato alle riunioni degli organi della banca che hanno deliberato finanziamenti finiti poi in sofferenza e che hanno portato al fallimento della banca, e pertanto “non è indagato per il reato di bancarotta”, aveva chiarito Rossi. Testimonianza veritiera per quanto riguarda l’ipotesi di bancarotta, ma non completa.

LE OBBLIGAZIONI SUBORDINATE – Una inchiesta del quotidiano La Verità, infatti, ha fatto emergere l’esistenza di un nuovo fascicolo aperto dalla procura di Arezzo sulle vicende della ex Banca Etruria, un filone che riguarda la vendita di obbligazioni subordinate alla clientela retail, emissione 2013. Si tratta di titoli estremamente rischiosi per i piccoli risparmiatori, quelli il cui rimborso non è previsto nel caso di fallimento della banca. Tra gli indagati per non aver fornito le necessarie informazioni alla Consob (e duque il reato ipotizzato è “falso in prospetto”) c’è anche Boschi, e alcune settimane fa i magistrati di Arezzo hanno chiesto una proroga delle indagini. Ora Rossi, ex consulente giuridico del governo Renzi, secondo il Corriere della Sera rischia di essere deferito al Csm per omissione.

REAZIONI – Ovviamente le reazioni politiche convergono sul Pd, che aveva esultato per l’estraneità del padre di Maria Elena Boschi dalle indagini. “Ce le ricordiamo benissimo le esternazioni da parte dei renziani nei giorni scorsi, subito dopo l’audizione in commissione Banche da parte del procuratore di Arezzo che sembravano scagionare papà Boschi da ogni ulteriore coinvolgimento nella vicenda Banca Etruria. Vogliamo ascoltare cosa hanno da dire oggi gli stessi soloni che ieri esultavano”, dice il deputato M5S Alessio Villarosa ai cronisti.

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