Banca d’Italia: via il potere, rimane lo sperpero. Dai 7 milioni per i giardini ai 15 per i citofoni

A breve anche i poteri di vigilanza passeranno alla Bce. Ma a fronte di un progressivo alleggerimento delle sue funzioni, i costi per il mantenimento della faraonica struttura della Banca d'Italia rimangono stratosferici

Il consiglio europeo di Bruxelles in occasione del suo ultimo incontro ha formalizzato l’accordo per stabilire il nuovo sistema di sorveglianza bancaria unica dell’Eurozona, che dovrebbe prendere il via nel 2013. Gradualmente (più lentamente del previsto) le banche centrali dei singoli Stati saranno svuotate dei loro poteri di vigilanza dalla Bce, presso cui si costituirà la nuova autorità unica di sorveglianza.

Uno dei compiti più strategici della Banca d’Italia verrà dunque meno, ma alla vigilia del suo ulteriore demansionamento (l’avvento dell’Euro e il trasferimento del controllo di concorrenza sulle banche all’Antitrust avevano già alleggerito i compiti di via Nazionale), la  faraonica struttura è stata appena sfiorata dalla forbice della spending review  e il tentativo di contenere i costi stratosferici dell’istituto è apparso piuttiosto timido. I tagli prevedono: divieto di effettuare spese superiori al 50% rispetto al 2011 sul noleggio auto e buoni taxi; riduzione del valore dei buoni pasto; ferie e permessi non saranno più pagati ma andranno fruiti; consulenze non più affidate a dipendenti in pensione.

Le pulci al bilancio di Palazzo Koch, le ha fatte recentemente Il Fatto Quotidiano, chiedendosi come mai quel “tesoretto” sia passato indenne dalle sforbiciate del Governo. Ecco una sintesi delle voci più eclatanti:
GIARDINI. 7 milioni euro per la manutenzione e l’acquisto di piante per le sedi di rappresentanza e nel parco sportivo del Tuscolano a Frascati, quartier generale dell’istituto con campi da tennis, calcio e piscina. La cifra è documentata nel bando apparso sulla Gazzetta Ufficiale, dove si illustra il piano per il “servizio di manutenzione delle aree verdi”.
VIDEOCITOFONI. Sono stati recentemente investiti 15 milioni di euro per l’acquisto di campanelli e videocitofoni nuvi di zecca.
STIPENDI D’ORO. In forza agli uffici di Bakitalia vi sono 7.300 dipendenti, il cui costo medio annuo si aggira intorno ai 100mila euro.
Il governatore Ignazio Visco guadagna 757.714 euro (il doppio dell’omologo tedesco capo della Bundesbank, il doppio del presidente della Bce e cinque volte lo stipendio del numero uno della Fed), il direttore generale Fabrizio Saccomanni 593mila, mentre gli emolumenti dei quattro vice-direttori ammontano a 441mila euro.
CONSULENZE. I consulenti esterni a libro paga di Bankitalia risultano essere, da l’indagine de Il Fatto, 112 e totalizzano incarichi per 2 milioni e mezzo di euro.
BANKITALIA REAL ESTATE. 30 milioni di euro per la manutenzione dell’immenso patrimonio immobiliare, il cui valore è stimato in 4,2 miliardi di euro.
FORMAZIONE. Bankitalia ha speso 620mila euro per un programma di corsi di lingua inglese. L’iniziativa stupisce dal “soprattutto perché i bandi di assunzione dell’ente richiedono espressamente una conoscenza avanzata dell’inglese”.

Chi paga? Le banche detengono oltre il 90% del capitale azionario di Bankitalia ma dal momento che la Banca d’Italia è un istituto di diritto pubblico ed esercita su mandato la funzione di Tesoreria dello Stato… paga Pantalone.

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