Bail-in, le banche italiane più a rischio e quelle più sicure. Il report

Diversi report aiutano ad individuare gli istituti di credito più solidi e quelli più a rischio per i risparmiatori

Dal 1° gennaio 2016, come noto, l’eventuale crisi di una banca viene risolta con il meccanismo detto “bail-in”: il salvataggio dell’istituto di credito in caso di crisi, cioè, non avverrà più con soldi pubblici dello Stato e/o delle banche centrali, bensì attraverso la riduzione del valore delle azioni e di alcuni crediti (come quelli dei correntisti che abbiano depositato più di 100mila euro) o la loro conversione in azioni, per assorbire le perdite e ricapitalizzare la banca in misura sufficiente a risolvere la crisi e a mantenere la fiducia del mercato. In sostanza, azionisti e correntisti concorreranno in prima persona coi oloro risparmi o le loro azioni all’eventuale salvataggio.

Dal 2016 in poi QuiFinanza ha monitorato con diversi articoli e tabelle la solidità e l’affidabilità delle banche italiane. Nel 2019 non sono ancora disponibili dati aggregati, ma vari report pubblicati da diverse fonti possono restituire un quadro credibile sia del sistema creditizio italiano in generale, sia dei singoli istituti.

Stress test
Un primo importante parametro è rappresentato dagli stress test dell’Eba, l’Autorità dell’Unione europea che vigilia sul mercato bancario europeo, che hanno premiato in particolare Intesa SanPaolo, Unicredit, Ubi e Banco-Bpm.

Affidabilità e Cet1
Il criterio più affidabile per valutare la solidità o l’inaffidabilità di un istituto di credito resta il Cet1 (Common Equity Tier 1). Secondo i parametri della Bce, il minimo ammesso è un rapporto dell’8,625%. Dall’ultimo stress test Eba, condotto sugli istituti direttamente sottoposti alla sorveglianza della Bce, emergono i seguenti dati:

  • Fineco Bank 20,46%,
  • Mediolanum 20,2%,
  • Fideuram 20,1%,
  • Banca Generali 18,0%,
  • Creval 16,8%,
  • Bper 14,7%,
  • Banca Sella 14,63%
  • Mediobanca 14,2%,
  • Ing group 14,0%,
  • Intesa 13,7%,
  • Banco Bpm 13,2%,
  • Credem 13,1%,
  • Mps 12,8%,
  • Farmafactoring 12,2,
  • Unicredit 12,11%,
  • Banco Desio 11,6%,
  • Pop Sondrio 11.59%,
  • Ubi 11,42%,
  • Banca Sistema11,1%,
  • Carige 10,8%,
  • Banca Ifis 10,67%.

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