Babele Europa: liti sul Recovery Fund e “bomba” Centeno

Gentiloni prossimo Presidente dell'Eurogruppo? Una suggestione, quella di un commissario UE a capo dei ministri dell'eurozona, avanzata in queste ore, già bocciata in passato dall'Olanda

Più che Europa Unita dovrebbero chiamarla Europa divisa. Da quando è esplosa l’emergenza, nonostante gli appelli alla coesione, sono finora andati a vuoto tutti i tentativi di trovare la quadra per rispondere alla crisi che ha colpito, seppur con intensità diverse, le economie europee che quest’anno dovranno fare i conti con un crollo del PIL che ha pochi eguali.

Che si parli di Recovery Fund o di Next Generation EU, come l’ha definito la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, la sostanza non cambia: il piano per la ripresa da 750 miliardi è la nuova mela avvelenata pronta a seminare veleni e discordie nel cuore dell’UE.

A complicare i piani,  il fronte dei paesi frugali, o anche rigoristi, composto da Austria, Olanda, Svezia e Danimarca che nelle ultime ore, a dire il vero, sembra essersi parzialmente smarcata aprendo ai negoziati. Al coro di no si è aggiunta anche l’Ungheria che ha definito il Recovery Fund, nella sua forma attuale “ingiusto”.

CENTENO, DOPPIE DIMISSIONI – Se le cose non fossero già abbastanza complicate, sono arrivate anche le dimissioni di Mario Centeno, numero uno dell’Eurogruppo. Ministro delle finanze del Portogallo, Centeno – che si è dimesso anche dal governo lusitano, dopo un periodo di tensioni con il primo ministro António Costa – ha fatto sapere che alla scadenza del mandato (il prossimo 13 luglio) non si ripresenterà per un secondo mandato.

Un posto vacante che potrebbe essere occupato dall’Italia Paolo Gentiloni: una suggestione lanciata nelle scorse ore da Andrew Duff, ex eurodeputato liberal britannico, che sul sito di ‘European policy report, ha lanciato l’idea che per il post Centeno si vada a pescare non tra i ministri dell’area euro come vuole la prassi, ma tra i membri più anziani della Commissione europea. Un’idea non nuova: se ne parlò già due anni fa, al termine del mandato dell’olandese Jeroen Dijsselbloem. Ma l’Olanda fece muro. E potrebbe ancora dire no.

C’è però un elemento nuovo e urgente che potrebbe cambiare le cose: l’Eurogruppo è un organismo informale che però esercita un peso consistente e, proprio in quest’ottica, andrebbe regolarizzato.

Non è “né carne, né pesce”, ha osservato l’editorialista del Financial Times Wolfgang Munchau secondo il quale assegnarne la presidenza ad un rappresentante dell’esecutivo europeo lo avvicinerebbe a canoni istituzionali e più formali. 

Il Commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni, intanto, parla da leader da diverso tempo e continua a dirsi  fiducioso sull’approvazione della proposta della Commissione europea sul piano di rilancio UE, il Next Generation Eu entro “il mese prossimo”, dunque a luglio. E’ quanto ha ribadito intervenendo a una teleconferenza organizzata da Goldman Sachs.

“I Paesi europei sono stati tutti colpiti dalla pandemia di Covid – aggiunge l’Eurocommissario – ma con tempi e intensità diverse. Ci sta il rischio di quello che chiamo grande frammentazione dopo una grave recessione. E proprio la consapevolezza di questo rischio – ha detto – è alla base di una reazione UE così forte”.

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