Autostrade, ultimatum del Governo: “Intesa o revoca”

Cambiano gli equilibri nella trattativa in corso tra Atlantia e Cdp per la cessione del concessionario italiano

Cambiano gli equilibri nella trattativa in corso tra Atlantia e Cdp per la cessione del concessionario italiano. Dopo che ieri la notizia dell’arresto dell’ex amministratore delegato della controllata Autostrade per l’Italia Giovanni Castellucci, nell’ambito dell’indagine sui pannelli fonoassorbenti, parallela a quella del crollo del Ponte di Genova, ha fatto affondare il titolo di Atlantia – arrivato a quota 15 euro, in perdita di oltre il 4% – si rinsalda la posizione del governo sul futuro di Autostrade.

E il provvedimento, secondo gli operatori di Borsa, potrebbe costituire un elemento di turbativa sull’attuale negoziato tra la società e Cdp sulla cessione del controllo di Aspi.

Con la holding dei Benetton fortemente indebolita dall’inchiesta per frode e attentato alla sicurezza dei trasporti l’esecutivo punta a una intesa entro il 30 novembre per chiudere una volta per tutte la partita su Autostrade e il Tesoro valuta anche una riduzione del prezzo.

Se entro fine mese Atlantia non accetterà l’offerta per l’acquisizione dell’88% di Aspi, avanzata da Cdp Equity (primo azionista con il 40% di BidCo, veicolo attraverso cui sarà realizzato l’investimento) insieme ai fondi esteri Blackstone e Macquarie (30% ciascuno), l’alternativa sarà la revoca della concessione. Al centro del braccio di ferro vi è ancora il nodo del prezzo che dovrebbe aggirarsi tra gli 8, 5 e i 9, 5 miliardi di euro. Uno stallo che gli ultimi avvenimenti potrebbero sbloccare.

“L’ipotesi al vaglio della procura rappresenta solo l’ultima conferma del fatto che Aspi – ha affermato il sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti Roberto Traversi – in questi anni ha lucrato miliardi chiudendo un occhio, quando non entrambi, sulla tutela della sicurezza degli automobilisti liguri. Per questo, è necessario che la vicenda Autostrade per l’Italia e la trattativa con Cassa Depositi e Prestiti per l’uscita del gruppo Atlantia si risolva quanto prima, per dare una nuova governance ed un nuovo indirizzo a una azienda concessionaria che, pur nel rispetto delle regole del mercato, deve garantire la tutela di interessi pubblici. È intollerabile che le trattative per la cessione di Aspi siano bloccate da mesi quando già a luglio l’indicazione del governo era chiarissima ora si proceda nell’ottica di quell’accordo siglato dal premier Giuseppe Conte o si torni a parlare di revoca della concessione. Abbiamo atteso troppo”.

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Autostrade, ultimatum del Governo: “Intesa o revoca”