Autostrade, svolta in arrivo? Patto F2i-CDP per l’acquisizione

La partita, delicatissima, entra nel vivo. Un'offerta vincolante ad Atlantia per la cessione di Autostrade per l'Italia non è ancora arrivata ma è in dirittura d'arrivo

Un’offerta vincolante ad Atlantia per la cessione di Autostrade per l’Italia non è ancora arrivata ma è in dirittura d’arrivo. La holding della famiglia Benetton aveva infatti indicato il 18 ottobre quale termine ultimo per la presentazione della proposta di Cassa Depositi e Prestiti ma importanti novità sono attese dal CdA della controllata del MEF convocato per oggi.

Per ragioni tecniche – ci sono da rispettare i tempi delle procedure interne dei fondi coinvolti nell’operazione – c’è la possibilità che non si giunga all’offerta nella giornata odierna ma serve comunque un impegno deciso da parte di CDP per consentire ad Atlantia per rinviare l’assemblea della società, in programma il 30 ottobre proprio per deliberare in merito alla procedura di vendita. In questo caso il tempo corre: a partire da mercoledì, infatti, in base alle nuove norme anti-Covid gli azionisti esteri potrebbero già inviare i propri voti sulle delibere approvate.

L’ipotesi più accreditata da giorni sembra ormai quella che vede un’offerta di acquisto dell’88% di Aspi, sostenuta da fondi stranieri – la statunitense Blackstone e l’australiana Macquarie, le più citate finora – mentre nelle ultime ore secondo quanto riporta il Messaggero sembra essersi aperto uno spiraglio anche per l’ingresso in campo del fondo italiano F2i.

L’accelerazione alla cessione di Aspi è arrivata lo scorso martedì quando il CdA di Atlantia ha dato il via libera all’entrata di CDP nell’azionariato dopo un duro braccio di ferro di tre mesi. Restano sul tavolo ancora la questione del prezzo – la valutazione di Autostrade dovrebbe aggirarsi intorno agli 8-10 miliardi – e del risarcimento per il crollo del Ponte Morandi, anche se su quest’ultimo punto si sta lavorando per uno sconto proprio sul prezzo finale che incorpori danni ed eventuali cause risarcitori.

La holding dei Benetton ha confermato la propria disponibilità “a valutare un’eventuale proposta da parte di Cassa Depositi e Prestiti (CDP) – unitamente ad altri investitori nazionali e internazionali – per un possibile accordo, relativo all’acquisto dell’integrale pacchetto azionario (pari all’88,06%) della controllata Autostrade per l’Italia spa, idoneo ad assicurare l’adeguata valorizzazione di mercato della partecipazione medesima”.

Sembra chiarito invece lo schema secondo che seguirebbe CDP per entrare nel capitale di Aspi: una doppia holding attraverso cui Cassa Depositi e Prestiti deterrebbe uno quota vicina al 25%, con il restante suddiviso tra gli altri investitori.

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