Autostrade, si torna al Piano A. L’accordo in settimana

Il tempo stringe e si torna al Piano del Governo: ingresso CDP subito e quotazione rinviata. Mercoledì la firma dopo il taglio del nastro al Ponte di Genova

Autostrade per l’Italia, controllata dal Gruppo Atlantia della famiglia Benetton, non sarà quotata subito, ma l’avvio dell’iter che porterà la famiglia trevigiana a detenere una quota di minoranza nel gestore autostradale, avrà inizio con l’ingresso di CDP nel capitale. Questi gli accordi presi a metà luglio fra il Governo ed i Benetton, durante una lunga notte di trattative. Ma le critiche mosse in seguito da alcuni investitori internazionali avevano delineato un Piano B tutto di mercato, che è stato abbandonato, poiché sembrav scontentare proprio tutti, compresi quelli che avevano mosso le critiche al Piano originario.

Il Piano del Governo

Il piano sul quale le parti, Governo da un lato e Benetton dall’altro, avevano trovato la quadra, prevedeva che CDP entrasse in aumento di capitale con un investimento di 3-4 miliardi, raggiungendo una quota del 33% di ASPI, il successivo ingresso di investitori istituzionali “graditi” a CDP – si erano fatti i nomi di Blackstone, Macquarie, F2i e Poste Vita – per un altro 22%  sino a raggiungere una quota del 55%, lasciando in mano ad Atlantia una partecipazione del 10-12%, prima dell’uscita definitiva.

Questo accordo non era piaciuto a certi fondi istituzionali, in particolare il Fondo londinese TCI, che guardava con diffidenza ad un’operazione che non passasse per il mercato, tanto che il gestore aveva mosso aspre critiche all’Italia a causa della “nazionalizzazione”, ipotizzando anche un “reclamo” a Bruxelles, che avrebbe potuto mettere a rischio anche il Recovery Fund.

Il Piano B

L’altro Piano alternativo prevedeva una operazione tutta di mercato, prima lo spin-off da Atlantia, poi l’IPO per la quotazione in Borsa ed un aumento di capitale sottoscritto da Cassa Depositi e Prestiti allo stesso prezzo di collocamento, in qualità di operatore di mercato indipendente.

Un Piano che non è piaciuto neanche agli investitori internazionali, né quelli storici (Allianz e Silk Road FUnd) né quelli potenzialmente interessati ad esntrare nel capitale di ASPI. E neanche al Fondo TCI. Il motivo? La quotazione di mercato in una fase così negativa potrebbe esprimere un valore troppo basso per l’asset, che rappresenta un elemento strategico per la dotazione infrastrutturale dell’Italia.

E allora si torna al piano A, ma con molte incognite…

Il tempo stringe

Il Ponte di Genova sarà consegnato il 3 agosto, in pompa magna, con l’auto del Capo dello Stato Sergio Mattarella che, per prima, percorrerà il chilometro e poco più del viadotto che attraversa il Polcevera, nato dall’ingegno di Renzo Piano. Sopra di lui le frecce tricolori tingeranno il cielo dei colori della nostra bandiera.

Basta questo simbolo per capire che il tempo stringe: il Ponte è pronto, l’accordo ancora non c’è. Ed in più il nuovo Ponte, battezzato Ponte San Giorgio, sarà formalmente riconsegnato in mano ad SPI e sotto la sua gestione.

Il massimo sarebbe stato arrivare all’evento con un memorandum già firmato in mano. Ecco perché negli ultimi giorni le trattative sono state serrate, fra ASPI ed il Ministero e fra Atlantia e CDP.

Ora si parla di un accordo in settimana, in particolare mercoledì 5 agosto. Quasi tutti i punti sarebbero stati definiti, inclusi gli oneri compensativi di 3,4 miliardi per la tragedia del Ponte ed una clausola che prevede la revoca in caso di mancato rispetto degli accordi negoziali assunti, che il Governo è riuscito a strappare alla controparte.

Piano economico-finanziario da rivedere

Si è parlato anche del nuovo Piano economico finanziario presentato da ASPI, ma qui c’è ancora qualche problema da risolvere. Nel corso della riunione sono stati evidenziati anche “alcuni elementi non corrispondenti alle condizioni precedentemente definite”.

Tali rilievi – ha precisato il MIT – saranno formalizzati ad Aspi entro lunedì 3 agosto con lettera della competente direzione del Ministero. Mercoledì prossimo è previsto un nuovo incontro per siglare l’accordo negoziale, che verrà immediatamente sottoposto al prescritto parere dell’Avvocatura dello Stato.

 

 

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