Autostrade, negoziato in salita. Scontro su bozza accordo

Tema centrale rimane la discrepanza tra la bozza del memorandum inviata da Cassa depositi e prestiti (Cdp) e lo schema concordato con il Governo.

Tutta in salita la strada verso un accordo sulla questione Autostrade. Dopo l’intesa definita nel consiglio dei ministri dello scorso 14 luglio, venerdì,  con quattro giorni di ritardo rispetto alla data concordata del 27 luglio, si terrà presso il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti una riunione con il concessionario Autostrade per l’Italia per valutare il piano economico finanziario presentato dalla società e la bozza di accordo e di atto aggiuntivo. Un incontro al quale parteciperanno il capo di gabinetto del Mit, il segretario generale della Presidenza del Consiglio e il capo di gabinetto del Mef, che vede ancora diversi nodi da sciogliere.

“Il Consiglio dei ministri nella seduta del 14 luglio ha esaminato le due nuove proposte transattive inviate da parte di Autostrade per l’Italia e ha ritenuto di avviare l’iter per la formalizzazione della transazione, ritenendo la revoca una soluzione, allo stato, meno vantaggiosa per gli interessi pubblici, considerando le conseguenze che la stessa avrebbe determinato sul piano tecnico, giuridico, economico, finanziario e occupazionale” ha affermato, ieri, il ministro dei Trasporti Paola De Micheli. Commentando il nuovo Piano economico e finanziario inviato da Aspi al Governo, nel corso del question time alla Camera, il ministro ha aggiunto che “Mit e Mef stanno verificando i contenuti dei documenti, individuando le priorità degli investimenti”.

Tema centrale rimane la discrepanza tra la bozza del memorandum inviata da Cassa depositi e prestiti (Cdp), la società controllata dal Tesoro che sarà il socio forte del nuovo corso, e lo schema concordato con il Governo. Un cambio di rotta mal digerito da Atlantia che, in vista del prossimo confronto del 31 luglio, ha già inviato la sua controproposta ricalcando l’accordo raggiunto.

In seguito alla sollevazione degli azionisti di minoranza che accusavano Palazzo Chigi di aver fatto un esproprio, il nuovo schema prevede l’ingresso di Cdp in Aspi con strumenti esclusivamente di mercato. Aspi verrà, così, scorporata e le sue azioni assegnate ai soci di Atlantia e poi quotate in Borsa. Solo a questo punto – secondo quanto prevede il memorandum presentato dalla Cassa – Cdp potrà entrare attraverso un aumento di capitale che dovrebbe portarla al raggiungere il 30% con una spesa massima di non oltre quattro miliardi.

Un percorso inverso rispetto a quello precedentemente tracciato dal Governo che prevedeva come primo step l’entrata di Cdp in Autostrade attraverso un aumento di capitale riservato con il contestuale ingresso di altri soci e, solo successivamente, lo scorporo di Autostrade da Atlantia (che attualmente possiede l’88% di Aspi) e la quotazione in Borsa della nuova società.

In tale scenario lo scoglio più grosso è rappresentato dalla valutazione di Aspi. Il tentativo della Cassa guidata da Fabrizio Palermo di abbattere i valori – sembra che Cdp non voglia andare oltre la soglia di 9-10 miliardi – non è, ovviamente, condiviso dai soci di Atlantia e dalla stessa Aspi. Ad opporsi, oltre ai soci di minoranza, è, in particolare, il fondo Tci, uno degli hedge fund più grandi del mondo e socio di Atlantia.

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