Autostrade-Governo, round finale: Benetton pronti al passo indietro

Renzi contro il M5s: “Impossibile cacciarli, basta populismo”

Entra nel vivo il braccio di ferro tra Governo e Autostrade  sulla revoca delle concessioni. Dopo due anni dalla tragedia del Ponte Morandi che ha provocato 43 vittime, si fa davvero sul serio: non è più tempo di rinvii. I Cinquestelle chiedono senza se e senza ma la testa dei Benetton ma la partita, per quanto complessa, è ancora da giocare e passa proprio dal loro ridimensionamento.

LA DECISIONE DELLA CONSULTA – A dar forza all’esecutivo, il recente pronunciamento della Consulta che ha ritenuto non  illegittimo estromettere ASPI dalla ricostruzione del Ponte Morandi. “La decisione del Legislatore di non affidare ad Autostrade la ricostruzione del Ponte è stata determinata dalla eccezionale gravità della situazione che lo ha indotto, in via precauzionale, a non affidare i lavori alla società incaricata della manutenzione del Ponte stesso”: è quanto comunica l’ufficio stampa della Consulta in attesa delle motivazioni della sentenza”, chiariva la nota rilasciata dall’ufficio stampa della Consulta subito dopo il pronunciamento.

Il round è tutto politico: sì perchè i Cinquestelle, già in caduta libera di consensi, non possono permettersi il lusso di cedere completamente sulla linea, mancando la promessa fatta il giorno dopo il crollo del ponte Morandi, cioè di andare dritti alla revoca.

IL PASSO INDIETRO –  La volontà dei Benetton di allentare la propria presenza dentro Autostrade è nota da mesi, ma in  Consiglio dei ministri che si terrà all’inizio della prossima settimana, c’è bisogno di un elemento nuovo.  La famiglia, attraverso Edizione, controlla il 30% di Atlantia, che a sua volta ha in mano l′88% di Autostrade. Sul piatto, almeno fino ad oggi, l’ipotesi di diluire la quota fino a scendere al massimo al 51%, restando comunque alla guida. Ma non basta per evitare la grande cacciata. Ecco, dunque, che tra zero e 88% spunta il compromesso che potrebbe accontentare tutti con Cassa depositi e prestiti disposta a partecipare a un aumento di capitale dedicato che farebbe scendere i Benetton sotto il 50% di Autostrade.

Una soluzione che potrebbe mettere la parola fine a una trattativa infinita, senza lasciare morti sul campo, solo qualche ferito con i Cinquestelle che potrebbero affermare che i Benetton non sono più i padroni di Autostrade.

Intanto, infuria lo scontro politico tra il leader di Italia Viva Matteo Renzi e i pentastellati. “E’ il momento di passare dalle chiacchiere ai fatti. Dopo due anni non si può continuare ad urlare revocheremo o cacceremo i Benetton. Perché è molto semplice, ma impossibile da farsi: basta col populismo degli annunci”, ha detto oggi l’ex premier a ‘La Stampa’.

Non arretra il Sottosegretario pentastellato Manlio Di Stefano.“Senza il Movimento 5 Stelle al Governo il tema della rimozione della concessione autostradale ai Benetton non sarebbe mai entrato nemmeno nel dibattito politico. E non ci vuole la sfera di cristallo per indovinarlo tantomeno una laurea per capirlo. I Benetton con le Autostrade italiane fanno i comodi loro da decenni, li hanno fatti sotto tutti i governi di sinistra e destra, sovranisti e non. Li hanno fatti con Berlusconi, con Bossi, con Salvini, con la Meloni, con Renzi, con Prodi e con chi li ha anticipati”, ha scritto su Facebook.

 

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Autostrade-Governo, round finale: Benetton pronti al passo indietro