Autostrade al countdown: oggi l’Intesa?

Mercoledì, 28 ottobre, il Consiglio di Amministrazione di Atlantia si riunirà al fine di valutare un'eventuale nuova offerta vincolante da parte di Cdp, insieme ai fondi Blackstone e Macquarie

Ultimo giorno di interlocuzioni con Cassa Depositi e Prestiti e i co-investitori. Mercoledì, 28 ottobre, il Consiglio di Amministrazione di Atlantia si riunirà al fine di valutare un’eventuale nuova offerta vincolante da parte di Cdp, insieme ai fondi Blackstone e Macquarie. La proposta per rilevare l’88,06% di Autostrade per l’Italia, attesa per oggi, dovrebbe essere vincolante, come richiesto, seppur condizionata al verificarsi di alcune condizioni.

La convocazione dell’Assemblea dei soci di Atlantia, chiamata ad esprimersi sul percorso di dual track (vendita all’asta o scissione) formalmente avviato a fine settembre dalla holding, è prevista per il 30 ottobre ma se il board dovesse valutare positivamente l’offerta potrebbe slittare per dare il tempo necessario a formulare l’offerta definitiva.

Nodo centrale rimane il prezzo, sul quale al momento non ci sarebbero grandi margini di manovra per un possibile aumento come invece chiesto da Atlantia. Cdp avrebbe indicato un range di prezzo compreso tra 8,5 e 9,5 miliardi, di cui circa 6 o 7 miliardi dovrebbero essere sottoforma di equity e 2-3 miliardi come debito, mentre la valutazione di mercato e dei fondi esteri si attesta a 11-12 miliardi. Uno scenario che presenta ancora diverse incognite dopo che, lo scorso 19 ottobre, il cda di Atlantia ha giudicato l’offerta di CDP Equity, Blackstone e Macquarie “non conforme e idonea ad assicurare l’adeguata valorizzazione di mercato della partecipazione”.

“Il prezzo deve essere il risultato di una transazione competitiva” ha sottolineato Jonathan Amouyal, partner di Tci Fund, azionista di Atlantia. Il fondo Tci ha recentemente aumentato la sua partecipazione nel capitale di Atlantia, portandola oltre la soglia rilevante del 10% e diventando secondo azionista consolidando, così, la propria posizione in vista dell’assemblea dei soci del prossimo 30 ottobre. Per il fondo in assenza di un processo competitivo e di un’offerta attrattiva sarebbe preferibile la scissione e quotazione di Aspi in Borsa.

Allo stato attuale Cdp e i fondi ipotizzano di presentare la proposta attraverso un veicolo unico, guidato dall’ente sia in termini di partecipazione finanziaria che sul fronte della governance. Una newco in cui Cassa Depositi deterrà il 40% e i fondi esteri, Blackstone e Macquarie l’altro 60% in maniera paritetica con dei patti parasociali che configurano la Cassa come socio di controllo del veicolo in modo da stabilirne i vertici.

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