Auto ecologiche, incentivi anche nel 2010. Ma il petrolio la fa sempre da padrone

Veicoli Euro 5 ed elettrodomestici di classe A: riedizione quasi certa (ma dimezzata) degli incentivi. Però il re dei carburanti resta sempre la benzina

Scegliete voi se fidarvi del bombardamento pubblicitario di questi giorni – che vi spinge ad affrettarvi per beneficiare degli incentivi sulla rottamazione in scadenza a fine anno – o del ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, che ha appena annunciato una riedizione 2010 degli stessi incentivi.

Una riedizione più (al) verde
Stando alle dichiarazioni del ministro, la scelta di cambiare l’auto può essere presa con calma. La proroga è pressoché certa e sarà contenuta in un decreto legge previsto per i primi di gennaio. Si tratterà però di un’edizione ridotta, quasi dimezzata: sono previsti fondi per 550 milioni contro il miliardo stanziato per l’anno in corso. Meno soldi, dunque, e concentrati sulle scelte più “verdi”, cioè sui nuovi modelli Euro 5 immatricolati a partire dal settembre 2009.

Un doping necessario
Una provvedimento atteso non solo dagli automobilisti. Il settore dell’auto ha evitato il crollo nel 2009 grazie agli incentivi. Con la riedizione si stimano circa 2,2 milioni di nuove immatricolazioni nel 2010, cioè 400 mila in più rispetto al mercato non “dopato”.

Anche per gli elettrodomestici
Una quota del budget però sarà rivolta anche a un altro settore industriale strategico, quello degli elettrodomestici. Strategico per l’economia italiana in termini di fatturato e occupati (compreso l’indotto). Ma strategico anche per l’ambiente, perché è un campo in cui i margini di risparmio energetico sono ancora alti. Anche in questo caso verranno prorogati gli incentivi per l’acquisto di lavatrici e frigoriferi di classe A (la più efficiente dal punto di vista energetico).

Ma la benzina vince sempre
Una spinta “green” che per qualcuno non si concilia benissimo con un altro provvedimento annunciato dallo stesso ministero per bocca del sottosegretario Stefano Saglia. Si parla di un legge per tenere sotto controllo il prezzo della benzina e potenziare la rete distributiva. Questi i principali punti della proposta:

– più stazioni di servizio: si eliminano le distanze minime imposte dalle regioni e si liberalizzano gli orari di apertura;

– blocco alle impennate dei prezzi: vengono “sterilizzate” (cioè tagliate) le tasse sui carburanti quando le quotazioni del petrolio superano una certa soglia, in modo che il prezzo alla pompa non risenta dei picchi;

– meno libertà per le compagnie petrolifere di modificare i prezzi: le revisioni potranno avvenire solo con cadenza settimanale e non più quotidiana, come avviene attualmente.

Una domanda: se gli incentivi premiano le auto ecologiche (a metano, gpl o elettriche) non si dovrebbero, coerentemente, potenziare le reti di distribuzione dei carburanti alternativi? (A.D.M.)

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