Auto, unico certificato per circolazione e proprietà. L’iter è avviato

Pra e Motorizzazione, la sfida per l'accorpamento dei due organismi è cominciata. In palio ci sono risparmi e una stoccata alla burocrazia

Riformare il sistema che impone ai proprietari di un’auto sia il certificato di proprietà (che fa riferimento al Pubblico Registro Automobilistico, a sua volta gestito dal’Aci) sia il libretto di circolazione (a cura della Motorizzazione).
E’ uno degli obiettivi dell’attuale governo, che ha infatti annunciato di voler accorpare Aci, Pra e Motorizzazione civile, la cui convivenza potrebbe concludersi con la riforma della PA, attualmente al vaglio, che passa attraverso la ridefinizione dell’operatività degli uffici pubblici, per favorire imprese e cittadini e dare un colpo di grazia alla burocrazia che soffoca l’Italia. 

Secondo quanto previsto da una misura già indicata nel decreto Irpef, il pubblico registro automobilistico (PRA) è destinato al pensionamento. Le funzioni di registrazione della proprietà degli autoveicoli passeranno al Ministero dei Trasporti, così come il personale adibito. Dalle stime effetuate, il provvedimento divrebbe portare un risparmio di spesa di almeno 60 milioni dal 2015.

Ma soprattutto, l’accorpamento dei due enti permetterà di semplificare le pratiche ammministrative inerenti i documenti di trasporto, ovvero il libretto di circolazione che è competenza della Motorizzazione e il PRA, il pubblico registro automobilistico, che è gestito dall’ACI.
"La novità, va da sé, ha precipitato due inossidabili pezzi della Pubblica amministrazione in una guerra strisciante per stabilire chi sopravviverà", si legge in proposito sul Corriere.it. L’iter è avviato ma la strada sarà tutt’altro che in discesa dal momento che i due organismi sono vicini solo per quanto riguarda la tutela dei rispettivi privilegi e i database non vengono condivisi, anche se un comma aggiunto in extremis nell’ultima legge di stabilità, parla di unificare gli archivi. Un passo importante per risolvere il problema dei disallineamenti fra le due banche dati, che sono alla base di disguidi come le "cartelle pazze". 
Altre novità che potrebbero rivoluzionare il mondo delle auto riguardano bollo, in procinto di diventare una tassa di circolazione e l’obbligo di installare la scatola nera.
 

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