Auto elettriche, che fine ha fatto il bonus retrofit?

Uno degli ultimi atti del Governo Draghi è al palo in assenza della piattaforma telematica: e per fare richiesta c'è tempo fino al 31 dicembre

Possibili cattive notizie in vista per quanti hanno intenzione di trasformare in elettrica un’auto benzina o diesel. Acquistare un’auto elettrica, infatti,  non è l’unica opzione per circolare a zero emissioni.

Bonus retrofit, che fine ha fatto?

È possibile, infatti, continuare a utilizzare la propria vettura e convertirla alla propulsione a elettroni tramite il retrofit, un sistema di trazione elettrica da montare al posto del motore endotermico. L’operazione però è piuttosto onerosa.

Con il bonus retrofit – uno degli ultimi atti del Governo Draghi – era arrivato un bell’assist in questa direzione che però rischia di non concretizzarsi. Ad oggi, infatti, non c’è traccia, infatti, della piattaforma telematica necessaria a gestire le richieste.

A chi spetta

L’incentivo statale è stato varato con decreto ministeriale del 19 luglio 2022 e pubblicato il Gazzetta Ufficiale il 14 settembre. Il termine ultimo per presentare la domanda è fissato – ad oggi – al 31 dicembre, per gli interessati il rischio di restare a bocca asciutta è uno scenario più che probabile.

Nel dettaglio, il bonus prevede un contributo pari al 60% del costo per la riqualificazione elettrica, ma fino a un massimo di 3.500 euro, a cui si aggiunge un contributo del 60% delle spese relative all’imposta di bollo per l’iscrizione al PRA (Pubblico Registro Automobilistico) e all’IPT (Imposta Provinciale di Trascrizione).

Oltre alle auto, possono beneficiare del bonus i van per il trasporto di persone e i furgoni per il trasporto delle merci.

Quanti posti di lavoro “minacciati” dall’elettrico?

Intanto, nei giorni scorsi riunione straordinaria allargata del comitato automotive di IndustriAll Europe, organizzata da Fim, Fiom e Uilm e dal sindacato industriale europeo sul futuro dell’industria automobilistica europea, alla luce della transizione ecologica e della decisione europea di fermare la produzione di motori endotermici entro il 2035. Un futuro minacciato dall’elettrico con il rischio di perdere circa il 35% dei posti di lavoro attuali.

Luc Triangle, segretario generale di IndustriAll Europe, dice che “l’industria automobilistica sta attraversando una trasformazione senza precedenti.La perdita di posti di lavoro su larga scala, l’aumento della pressione sui lavoratori rimasti e i danni sociali saranno inevitabili se l’elettrificazione e l’automazione del settore continueranno a essere lasciate alle sole forze del mercato. Abbiamo bisogno di una strategia industriale europea per mantenere e creare buoni posti di lavoro, decarbonizzando al contempo il settore”.