Aumento dei pedaggi, confermato lo stop. Ora i consumatori vogliono il rimborso

40 euro per automobilista. E' la cifra stimata dalle associazioni dei consumatori per i pedaggi riscossi illegittimamente. Si annuncia la class action ma resta il dubbio se lo stop vale su tutto il territorio nazionale

Ultima puntata (ma solo in ordine di tempo) della telenovela dell’aumento dei pedaggi autostradali e l’introduzione di nuove tratte a pagamento. Dopo averli sospesi per agosto rinviando a fine mese il giudizio definitivo sul merito, il Consiglio di Stato – massimo organo della giustizia amministrativa – ha confermato l’illegittimità degli aumenti, previsti dall’ultima manovra economica del governo. Ora le associazioni dei consumatori chiedono il rimborso degli aumenti riscossi prima della sospensiva. E preparano una class action.

Breve riassunto delle puntate precedenti:

•  gli aumenti e i nuovi pedaggi erano entrati in vigore il 1° luglio. Tra le nuove tratte a pagamento anche arterie di grande importanza (ed enorme traffico) come il raccordo anulare di Roma, e la Salerno-Reggio Calabria;

•  la Provincia di Roma e alcune associazioni dei consumatori hanno fatto ricorso al Tar del Lazio e il 29 luglio il tribunale amministrativo ha dichiarato l’illegittimità dei nuovi pedaggi;

•  il governo non si è arreso e ha fatto appello al Consiglio di Stato, il quale però il 3 agosto ha stabilito una  sospensione temporanea degli aumenti, rinviando al 31 agosto l’udienza per discutere nel merito le ragioni della sospensione.

Ora lo stesso Consiglio di Stato ha “sciolto la riserva” e ha confermato l’illegittimità degli aumenti.

Ora i rimborsi

Forti di questo risultato scendono in campo le associazioni dei consumatori per richiedere il “maltolto”. “E’ evidente come ora le maggiori somme pagate ai caselli debbano essere restituite agli automobilisti altrimenti si configurerebbero veri e propri reati a danno degli utenti” afferma il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. “Il governo deve studiare dei meccanismi di rimborso automatico in favore di quei cittadini che, utilizzando le infrastrutture stradali, hanno subito ingiusti incrementi tariffari, ritenuti illegittimi sia dal Tar che dal Consiglio di Stato. Se ciò non avverrà, siamo pronti ad intentare una class action in favore degli automobilisti”.

L’annullamento vale in tutta Italia?

La questione però ha ancora un profilo controverso: la sospensione vale per tutto il territorio nazionale o solo per il Lazio, visto che la controversia è stata sollevata davanti al Tar di questa regione?

Sempre secondo il Codacons l’ordinanza del Consiglio di Stato è valida sulle tratte oggetto di ricorso, ma gli aumenti dei pedaggi sono da considerarsi annullati su tutto il territorio nazionale. “D’altronde – spiega sempre Carlo Rienzi – annullare i rincari tariffari a Roma e provincia e mantenerli intatti nelle altre zone d’Italia, avrebbe determinato uno squilibrio inaccettabile a danno degli utenti. Dopo la decisione odierna del CdS, non sarà comunque possibile ripristinare gli aumenti dei pedaggi nelle tratte diverse da quelle oggetto di ricorso, perchè altrimenti si danneggerebbero gli automobilisti residenti nelle altre regioni d’Italia, determinando un’evidente disparità di trattamento”.

Quanto vale il rimborso?

Resta da capire il valore di questi rimborsi. Secondo il Codacons la somma da restituire agli utenti per le maggiorazioni dei pedaggi dichiarate illegittime ammonta a circa 8 milioni di euro. La cifra tiene conto del numero di automobilisti che ogni giorno utilizza le tratte oggetto di ricorso e degli aumenti medi delle tariffe applicati dall’1 luglio al 5 di agosto, data in cui Anas ha disposto il blocco dei rincari.

Per un’altra associazione di difesa dei consumatori, l’Adoc, la cifra da rimborsare è in media di 40 euro per ogni automobilista. L’associazione invita “tutti i cittadini a conservare le ricevute dei pedaggi rilasciate dal 1° luglio in poi”.Il presidente Carlo Pileri conclude: “con l`aumento dei pedaggi i pendolari avrebbero subito un danno di oltre 600 euro l`anno. Ora ci auguriamo che non vengano emanate nuove norme elusive della sentenza”. (A.D.M.)

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