Attacco a raffinerie saudite, schizza il prezzo del petrolio: ripercussioni su benzina e mutui?

Eventuali rincari potrebbero interessare anche settori apparentemente distanti, come quello dei mutui: l'analisi congiunta di Facile.it e Mutui.it aiuta a far chiarezza sui possibili scenari

Un evento imprevisto dagli impatti economici allarmanti quello provocato dai droni che hanno messo letteralmente in ginocchio la produzione petrolifera saudita, proiettando nuvoloni sull’economia globale.

L’attacco, lo scorso 14 settembre – rivendicato dai ribelli houti dello Yemen –  agli stabilimenti petroliferi di Abqaiq e Khurais, di proprietà della compagnia Saudi Aramco, fra i più grandi del mondo,  ha costretto l’Arabia Saudita a fermare oltre metà della sua produzione totale di petrolio. Riad aveva subito annunciato che avrebbe compensato il taglio della produzione, pari a 5,7 milioni di barili al giorno – più della metà, appunto, della sua produzione complessiva, e più del cinque per cento della produzione globale – attingendo alle riserve strategiche, che in giugno ammontavano a 188 milioni di barili.

Proprio in queste ore,  il ministro dell’Energia, principe Abdulaziz Bin Salman ha assicurato che la produzione di petrolio dell’Arabia Saudita sta gradualmente risalendo verso i livelli precedenti l’attacco, mentre il recupero completo avverrà entro la fine di novembre, precisando anche che le esportazioni saranno normali. Una notizia che, senza dubbio,  contribuisce a calmierare i prezzi dell’oro nero, nelle ultime ore schizzati alle stelle. 

Aumento del petrolio: possibili ripercussioni sui mutui? – In tanti, nel frattempo, si sono interrogati sulle possibili conseguenze causate, proprio, dall’improvvisa impennata del prezzo del petrolio, tra le preoccupazioni di molti consumatori che potrebbero dover fare i conti con molti aumenti, non solo quello della benzina. Qualora la situazione critica dovesse perdurare a lungo i rincari potrebbero riguardare anche settori apparentemente distanti, come quello dei mutui. Per questo, Facile.it e Mutui.it hanno cercato di capire come l’aumento del prezzo del greggio può riflettersi sui mutuatari e aspiranti tali.

Le possibili conseguenze sulla domanda di mutui – Secondo l’analisi, infatti, qualora il prezzo del petrolio rimanesse alto per molto tempo, ciò potrebbe determinare un aumento del costo di produzione e movimentazione delle merci. Considerato che nel nostro Paese l’85% dei trasporti commerciali avviene ancora su gomma (dati Coldiretti, ndr), l’impatto sul potere d’acquisto e capacità di risparmio delle famiglie sarebbe notevole. Avere meno risorse da destinare alla rata mensile o all’acquisto di un immobile sono elementi che ovviamente incidono negativamente sulla domanda di mutui.

È bene considerare che eventi di portata straordinaria come quello verificatosi pochi giorni fa hanno una correlazione, sia pur indiretta, con vari aspetti dell’economia familiare perché, alla lunga, potrebbero innescare reazioni a catena tali da condizionare le scelte fatte dai consumatori come, ad esempio, quella legata all’acquisto di una casa”, spiega Ivano Cresto, responsabile mutui di Facile.it.

Rispetto alle possibili conseguenze dal punto di vista dell’offerta dei mutui,  prosegue l’analisi – sebbene nel breve periodo siano da escludere eventuali cambiamenti, alla lunga l’aumento dei prezzi del petrolio potrebbe mettere la BCE di fronte ad una scelta difficile. Se a seguito del caro petrolio si verificasse un aumento dell’inflazione ritenuto positivo dalla BCE, ciò potrebbe spingere l’Istituto ad alleggerire le politiche adottate negli ultimi anni e far salire più rapidamente i tassi di interesse, che influenzano inevitabilmente IRS ed Euribor e quindi anche gli indici applicati ai mutui concessi alle famiglie per l’acquisto della casa.È possibile però anche un altro scenario.

Se la BCE dovesse, invece, ritenere che l’inflazione abbia creato un peggioramento delle condizioni generali ed un impatto negativo sulla crescita europea, potrebbe decidere di allungare le politiche di stimolo monetario adottate oggi, mantenendo ancora più a lungo le condizioni estremamente vantaggiose sul fronte dei tassi. Un’opzione, quest’ultima, che farebbe felici sia coloro che hanno già sottoscritto un mutuo a tasso variabile, sia coloro che sono intenzionati a comprare casa e potrebbero contare su tassi molto favorevoli.

Insomma, tanti ancora gli scenari aperti, tra i quali anche un possibile scatenamento del conflitto militare. Indagini ancora in corso, ma fonti militari saudite hanno apertamente accusato l’Iran di essere l’autore degli attacchi, negando la mano dei ribelli yemeniti  – con il presidente Usa Donald Trump che nelle scorse ore ha rincarato la dose, non escludendo l’impiego della forza militare contro Teheran.  

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