Assicurazioni, premi differenziati in base al sesso? La Ue dice no

Polizze vita e Rc auto: le donne hanno una rischiosità più bassa degli uomini ma non potranno più pagare tariffe inferiori in nome della parità

Se avete mai provato a farvi fare un preventivo online per la polizza auto vi sarete certo trovati a selezionare, tra le diverse opzioni, anche una semplice “uomo o donna“. Non sottovalutatela, non serve all’assicurazione solo per sapere se usare “Sig.” o “Sig.ra” nella corrispondenza. E’ un dato prezioso per la compagnia, uno di quelli su cui calcolare la vostra “rischiosità statistica” e di conseguenza il premio da farvi pagare.

Ma non sarà più così, e non solo per la Rc auto. Lo ha stabilito la Corte di Giustizia Europea con una decisione del 1° marzo scorso che conclude una causa avviata da un’associazione dei consumatori belga. La distinzione fra sessi nella stipula di una polizza è discriminatoria. La Corte ha ritenuto invalida la direttiva del 2004, recepita anche in Italia, nella parte in cui permette di derogare senza limiti al principio di parità uomo-donna nell’elaborazione di tariffe e premi assicurativi.

La differenza uomo-donna è un’eccezione.
A termine

In linea generale, infatti, la UE stabilisce il divieto di considerare il sesso dell’assicurato come elemento in base al quale differenziare le tariffe assicurative. Ma nella direttiva questo divieto poteva essere derogato negli Stati – come l’Italia – in cui il genere è un fattore statisticamente determinante nella valutazione dei rischi. Questa eccezione alla regola generale, però, non può essere senza scadenza e deve essere rivalutata dopo 5 anni dalla sua entrata in vigore.

In concreto, poiché la legge belga su cui si basava la causa europea è del 21 dicembre 2007, la deroga al divieto, cioè la possibilità di avere premi diversi per uomini e donne durerà, per tutti i paesi della Ue, fino al 12 dicembre 2012.

Una tutela penalizzante

La decisione della Corte europea rischia di produrre un effetto paradossale: il principio di parità sancito principalmente a tutela delle donne finisce per penalizzarle. Le statistiche infatti sono a loro favore sia nel ramo vita (sono più longeve degli uomini) che nella rc auto (secondo il Censis il 70% degli incidenti stradali è causato da uomini, cosi come i punti vengono tolti dalla loro patente in proporzione quasi uguale). Tutto questo si traduce attualmente in premi da pagare più bassi. Ma con la nuova norma questo risparmio non ci sarà più.

Quindi alle donne che hanno intenzione di stipulare una polizza vita (ad esempio quelle richieste col mutuo), tipicamente differenziate in base al sesso dell’assicurato, conviene farlo prima del 21 dicembre 2012 pagando, per cautelarsi, tutto il premio in un’unica soluzione. (A.D.M.)

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