Assegno unico per i figli nella riforma del Fisco 2021

Il Governo lavora su un importo base di 200 euro mensili a figlio, graduabili in base al parametro Isee

L’assegno unico per i figli continua l’iter per la sua realizzazione, e potrebbe portarsi dietro anche la riforma fiscale per le partite IVA.

Nuova Irpef e assegno unico dovrebbero essere concepiti in stretto coordinamento per garantire equità di trattamento, ad esempio riconoscere l’assegno unico anche agli autonomi che non versano contributi deve mettere in discussione gli oltre 2 miliardi annui che i dipendenti versano per finanziare gli attuali assegni familiari.

L’introduzione dell’assegno unico per le famiglie sarebbe finanziato (in parte) con la cancellazione delle attuali detrazioni per carichi di famiglia. Si lavora su un importo base di 200 euro mensili a figlio, graduabili in base al parametro Isee (che misura oltre al reddito anche la ricchezza patrimoniale dei nuclei familiari).

Un punto fermo, come riporta il Messaggero, è garantire a tutte le famiglie la possibilità di mantenere i benefici attuali, se più consistenti: evitare insomma che qualcuno possa perderci. Anche per questo l’applicazione della riforma (già delineata nella legge delega approvata alla Camera) richiede svariati miliardi aggiuntivi, che dovranno essere appunto individuati con la manovra: l’ipotesi di attingere in via indiretta e provvisoria alle risorse europee non è esclusa.

Verso l’assegno unico universale

L’idea del governo quindi è quella di semplificare la gestione dell’erogazione dei contributi familiari per chi ha figli a carico. Sarà il ministero del Lavoro ad elaborare un piano di riforma del welfare con l’assorbimento di tutti bonus dedicati alla famiglia attualmente in circolazione, compreso l’assegno per il nucleo familiare (quindi, i vari bonus bebé, l’assegno di natalità, il bonus asilo nido, ecc.)- Tutto sarà gestito unicamente dall’Inps che dispone di una ricca banca dati dei soggetti beneficiari.

Assegno unico universale, a chi spetta

Il progetto prevede che l’assegno unico universale sia erogato a famiglie con uno o più figli fino al compimento del 21esimo anno di età. L’importo mensile sarà determinato, oltre che dal coefficiente Isee, anche da altre importanti variabili e sarà composto da una quota fissa e una variabile. La parte variabile sarà determinata, oltre che dal coefficiente Isee, anche dal numero dei figli e dalla loro età.
A differenza dell’assegno al nucleo familiare, l’assegno unico universale sarà erogato fino al compimento del 21 esimo anno di età. Ma non è escluso che possa arrivare anche a 25 per famiglie con redditi bassi e con figli che frequentano l’università.

L’assegno universale sarà poi maggiorato se in famiglia vi è più di un figlio o se ci sono figli disabili. Anche quest’ultimo aspetto sarà preso in debita considerazione dal governo e assorbirà i sussidi attualmente spettanti per i portatori di handicap.

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