Assegno unico flop: ne ha fatto richiesta solo 1 famiglia su 5

Solo il 20% delle famiglie aventi diritto ha presentato domanda per l'assegno unico, la misura ponte partire a inizio giugno e valida fino a dicembre

L’Inps ha reso noto i dati dell’assegno unico per figli, la misura ponte varata dal Governo per sei mesi, valido da luglio a dicembre 2021 per le famiglie con figli da 0 a 18 anni, a cadenza mensile calcolato in base all’Isee ed al numero dei figli minorenni.

La partenza, riservata per ora solo ai disoccupati e ai titolari di partita IVA, ovvero coloro che non hanno accesso agli assegni familiari o ANF (Assegno al Nucleo Familiare), è stata senza dubbio in sordina.

Assegno unico ponte, partenza flop

Secondo i numeri dell’Inps, le istanze complessivamente ricevute sono state 352mila, corrispondenti ad altrettante famiglie in cui sono presenti 596mila minori. Palazzo Chigi e Tesoro hanno indicato in 1,8 milioni le famiglie aventi diritto all’assegno unico quest’anno, all’interno delle quali sono presenti ben 2,7 milioni di minori di 18 anni.

Di fatto, finora poco meno del 20% delle famiglie italiane ha fatto richiesta d’assegno unico per i figli, anche se non sono conteggiati i beneficiari del Reddito di cittadinanza, che non sono tenuti a presentare la richiesta per l’assegno unico.

La maggior parte delle richieste sono in Lombardia (più di 57mila nuclei familiari, con oltre 102mila minori). Seguono Campania, Sicilia e Lazio.

Assegno unico ponte, quanto vale: gli importi

L’assegno ponte è legato a limiti di reddito bene precisi: almeno in questa fase, chi ha un’Isee superiore ai 50 mila euro è escluso dal beneficio. L’importo dell’assegno unico per i figli dipende dal numero di figli e alla situazione economica della famiglia certificata con l’Isee, cala al crescere dell’Isee e si azzera oltre i 50mila euro.

Gli importi sono dettagliati nella tabella contenuta nell’Allegato 1 del decreto. Il beneficio medio è pari a 1.056 euro per nucleo e 674 euro per figlio.

Assegno unico ponte, a chi spetta

L’assegno temporaneo è erogato dall’Inps in presenza di figli minori di 18 anni, inclusi i figli minori adottati e in affido preadottivo.
L’assegno spetta ai nuclei familiari che non abbiano diritto all’assegno per il nucleo familiare. Al riguardo, si ricorda che l’assegno per il nucleo familiare (ANF) è corrisposto alle seguenti categorie di soggetti:

  • lavoratori dipendenti;
  • lavoratori iscritti alla Gestione separata;
  • lavoratori agricoli;
  • lavoratori domestici e domestici somministrati;
  • lavoratori di ditte cessate, fallite e inadempienti;
  • lavoratori in aspettativa sindacale;
  • lavoratori marittimi sbarcati;
  • lavoratori titolari di prestazioni sostitutive della retribuzione, quali i titolari di NASpI o di disoccupazione agricola, titolari di trattamenti di integrazione salariale, lavoratori assistiti da assicurazione TBC e ai titolari di prestazioni pensionistiche da lavoro dipendente.

In linea generale e ferma restando la sussistenza di tutti i requisiti indicati dalla norma, l’assegno temporaneo potrà quindi essere riconosciuto ai nuclei familiari di lavoratori autonomi e ai nuclei familiari in cui sono presenti soggetti in stato di inoccupazione. Inoltre, l’assegno temporaneo spetta, in presenza di tutti i requisiti previsti dalla legge, a coloro che beneficiano degli assegni familiari (coltivatori diretti, coloni, mezzadri e titolari di pensione da lavoro autonomo), nonché ai nuclei che non beneficiano dell’assegno per il nucleo familiare, in assenza di uno o più requisiti di legge.

Assegno unico ponte, come fare domanda

La domanda di assegno temporaneo è presentata, di norma dal genitore richiedente, entro e non oltre il 31 dicembre 2021. La domanda può essere inoltrata una sola volta per ciascun figlio, attraverso i seguenti canali:

  • portale web, utilizzando l’apposito servizio raggiungibile direttamente dalla home page del sito Inps, se si è in possesso del codice PIN rilasciato dall’Istituto entro il 1° ottobre 2020, oppure di SPID di livello 2 o superiore o una Carta di identità elettronica 3.0 (CIE), o una Carta Nazionale dei Servizi (CNS);
  • Contact Center Integrato, chiamando il numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o il numero 06 164.164 (da rete mobile a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori);
  • gli Istituti di patronato, utilizzando i servizi offerti gratuitamente dagli stessi.

Dal 1° luglio 2021 è disponibile online la procedura telematica dedicata, tramite la quale i cittadini potranno presentare la domanda per la nuova misura.

 

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