Cos’è e come funziona l’assegno unico familiare

Scopri quali sono i requisiti necessari per ottenere l'assegno unico familiare e come richiederlo

A partire dal 1° Luglio fino al 31 dicembre 2021 è possibile richiedere i nuovi ANF, gli assegni familiari erogati dall’INPS a sostegno delle famiglie italiane. Scopriamo in questo articolo i requisiti, gli importi e le modalità per inoltrare domanda all’INPS. Il 17 giugno scorso sul proprio sito l’INPS ha pubblicato le nuove tabelle di riferimento ANF aggiornate che servono a calcolare l’importo dell’assegno familiare al quale hanno diritto i richiedenti proporzionato con i livelli di reddito del proprio nucleo familiare.

La prima novità riguarda proprio chi già riceve gli assegni familiari ANF che a partire dal 1° luglio ha cominciato a percepire un importo aggiuntivo pari a 37,50 (per ciascun figlio) o 55€ (per ciascun figlio se ci sono almeno tre figli totali). Per tutti i nuovi richiedenti, il calcolo dell’assegno unico familiare tiene conto del reddito familiare e della sua composizione (numero, presenza di soggetti inabili, ecc.). I limiti di reddito entro i quali è possibile accedere agli ANF sono ricalcolati ogni anno con il variare dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo.

Un’altra novità introdotta quest’anno dall’INPS è l’assegno unico cosiddetto “ponte” dedicato però esclusivamente a coloro che già non ricevono altri sussidi, quindi rivolto solo a partite IVA e disoccupati. Da questa prima fase diciamo “mista”, l’intento è quello di passare per tutti all’assegno unico e abolire definitivamente i precedenti ANF a partire dal 1° gennaio 2022.

Chi ha diritto all’assegno unico famigliare: i requisiti

Entro determinati limiti di reddito, hanno diritto a richiedere gli assegni a sostegno del proprio nucleo familiare, i cosiddetti ANF:

  • tutti i lavoratori dipendenti (anche agricoli);
  • lavoratori assistiti dall’INPS (domestici, iscritti alla Gestione Separata);
  • pensionati (Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti, Fondi Speciali ed ex ENPALS);
  • lavoratori in altre situazioni di pagamento diretto;

Sebbene oggi si tende a chiamare tutta questa categoria di sussidi con l’acronimo ANF, occorre distinguere tra questi e gli assegni unici familiari, per il momento dedicati esclusivamente a specifiche categorie di lavoratori, come coltivatori diretti, coloni, mezzadri, artigiani e commercianti. Per riceverli è necessario presentare domanda. A partire dalla data in cui si perfezionano i requisiti richiesti per averne diritto (matrimonio, nascita del figlio ecc.), l’INPS calcola l’importo spettante sulla base del reddito percepito dal lavoratore in quel momento.

Gli ANF vengono erogati dal datore di lavoro direttamente in busta paga oppure direttamente dall’INPS se si tratta di pensionati e disoccupati, in quanto è lo stesso ente a erogare pensioni e sussidi previsti. Un altro fondamentale requisito per avere diritto agli assegni familiari è che i redditi della famiglia devono provenire per almeno il 70% da lavoro dipendente e assoggettabili all’IRPEF, comprese detrazioni, oneri deducibili, ritenute erariali, redditi esenti e soggetti a ritenuta o imposta sostitutiva se superiori a 1.032,91€. Non sono invece da dichiarare tra i redditi:

  • trattamenti di Fine Rapporto (TFR) e anticipazioni TFR;
  • trattamenti di famiglia;
  • rendite vitalizie INAIL, pensioni di guerra e pensioni tabellari erogate a militari di leva vittime di infortunio;
  • indennità di accompagnamento invalidi civili, ciechi civili assoluti, minori invalidi che non possono camminare e pensioni di invalidità;
  • indennità di comunicazione per sordi e indennità speciali per i ciechi parziali;
  • indennizzi per danni irreversibili da vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazioni di emoderivati;
  • arretrati di cassa integrazione precedenti;
  • indennità di trasferta;
  • assegni di mantenimento in caso di separazione, anche con figli a carico.

All’INPS potranno presentare domanda per il percepimento dell’assegno unico familiare:

  • lavoratore o titolare della pensione;
  • coniuge o parte di unione civile che non sia separato o sciolto da pregressa unione civile, anche se non convivente, o che non abbia abbandonato la famiglia. Gli stranieri residenti in Italia, se poligami nel loro paese, possono includere soltanto la prima moglie, ma solo se residente in Italia;
  • figli con meno di 18 anni;
  • figli maggiorenni invalidi e non sposati;
  • figli studenti o apprendisti, con più 18 anni ma meno 2, ma solo se parte di nuclei con almeno 4 figli con meno di 26 anni;
  • fratelli o sorelle del richiedente;
  • nipoti minori o maggiorenni invalidi, ma solo se orfani di entrambi i genitori, senza diritto alla pensione e non sposati;
  • nipoti minorenni a carico.

Tra i lavoratori stranieri extracomunitari, esclusi quelli con contratto di lavoro stagionale, hanno diritto agli assegni familiari:

  • per i familiari residenti in Italia se il paese di provenienza non convenziona trattamenti di famiglia con l’Italia;
  • per i familiari residenti all’estero se il paese di provenienza abbia la convenzione con l’Italia;
  • per i familiari residenti all’estero se il lavoratore straniero, anche se il suo paese non è convenzionato, ha residenza legale in Italia e sia assicurato nei regimi previdenziali di almeno due stati membri;
  • in caso di separazione/divorzio e affidamento condiviso hanno diritto entrambi i coniugi, che si dovranno accordare. In mancanza di accordo, l’assegno va al genitore che convive con i figli.

Assegno unico familiare: come fare domanda

La possibilità di presentare domanda all’INPS per l’assegno unico familiare erogabile dal 1° luglio al 31 dicembre 2021 si è aperta il 17 giugno scorso. Da un paio di anni è possibile fare richiesta direttamente e comodamente online tramite il sito dell’INPS. I moduli cartacei non sono più ritenuti validi. Questo per evitare irregolarità nel calcolo degli importi erogabili, che adesso vengono gestiti unicamente in via telematica e dunque automatizzata.

Pertanto si può fare domanda tramite Contact Center (803 164 da rete fissa, 06 164 164 da mobile) o accedendo al portale INPS soltanto se in possesso del proprio PIN dispositivo, di un’identità SPID almeno di livello 2 o con la propria Carta Nazionale dei Servizi (CNS). In alternativa, se siete sprovvisti di PIN, SPID o CNS, ci si può presentare a patronati o intermediari dell’ente e inoltrare richiesta tramite i loro servizi telematici. Una volta ricevute tutte le domande, l’INPS calcolerà per ognuna di esse gli importi giornalieri erogabili e quelli mensili in base alla composizione del nucleo familiare e al reddito percepito.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Cos’è e come funziona l’assegno unico familiare