Assegno unico e bonus figli per le famiglie, stop detrazioni

Il Governo si prepara a tagliare detrazioni, assegni e voucher per la genitorialità sostituendoli con una misura unica, per ora legata all'ISEE

Come anticipato nei giorni scorsi, il governo M5s-Pd si prepara a mettere in campo alcune misure di sostegno alla famiglia. Assegno unico per i figli a carico (fino a 240 auro) e dote unica per l’acquisto di servizi per l’infanzia (fino a 400 euro) sono le due proposte sul tavolo, l’ipotesi è che prendano il posto delle misure fin qui attuate. Niente più Bonus bebè, Voucher asili nido, Bonus mamma domani e quant’altro dunque, sostituiti da una misura unica per i genitori, fino alla maggiore età dei figli.

Bonus figli a carico
Attualmente al vaglio della commissione Affari sociali, attesa in Aula alla Camera il prossimo 28 ottobre, la misura denominata “Bonus figli a carico” potrebbe essere introdotta già con la nuova Legge di Bilancio 2020. Secondo le prime indicazioni prevederebbe un contributo economico alle famiglie con almeno un figlio a carico da 0 a 26 anni, senza limitazioni ISEE ma solo una volta a regime. Tutto dipende dalle risorse che il Governo Conte bis riuscirà a recuperare.

Le coperture dovrebbero arrivare dal taglio di attuali provvedimenti a sostegno delle famiglie, comprese le detrazioni per minori a carico (12 miliardi), gli assegni al nucleo familiare (4,6 miliardi), la soppressione del fondo di sostegno alla natalità gestito dalla Consap (23 milioni), il bonus bebè e il premio alla nascita (400mila euro).

Il nuovo bonus figli a carico li sostituirebbe tutti, prevedendo assegni familiari di importo variabile in base all’età del figlio:

  • 240 euro per dodici mensilità, fino a 18 anni;
  • 80 euro al mese, fino al compimento dei 26 anni;
  • fino a 400 euro al mese di dote unica per le famiglie con almeno un figlio a carico fino a 3 anni, per asili nido, micronidi, baby parking e personale direttamente incaricato (baby-sitter).

Sono previste maggiorazioni in misura non inferiore al 40% per ciascun figlio con disabilità ai sensi dell’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104.
È prevista anche una dote ridotta per i figli a carico dopo il compimento del terzo anno di età e sino al compimento del quattordicesimo anno di età, maggiorata di almeno il 40% per i figli con disabilità. Nessun cambiamento per le detrazioni per coniuge a carico e familiari diversi da quelli sopra indicati.

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