Assegni non trasferibili, attenzione alla maxi-multa

Il ministero dell'Economia sta valutando la possibilità di rimodulare le multe per chi stacca assegni senza la dicitura “non trasferibile”

Il Ministero del’Economia sta pensando di modificare le pesanti sanzioni per gli assegni senza la clausola di non trasferibilità. Lo ricorda lo stesso Mef, specificando che la norma antiriciclaggio è di dieci anni fa, ma le sanzioni sono state inasprite nel 2017, portando l’ammenda da 3.000 a 50.000 euro per importi trasferiti da un minimo di 1.000 a un massimo di 250.000 euro.

A fronte di 1.692 assegni contestati, rileva il ministero dell’Economia e delle Finanze, in alcuni casi le multe hanno colpito cittadini che in buona fede hanno utilizzato assegni senza clausola di non trasferibilità. Per questo il Mef, in linea con le osservazioni contenute in un parere parlamentare, sta valutando la possibilità di modificare il regime sanzionatorio, recuperando la proporzionalità tra l’importo trasferito e la sanzione.

Nel ricordare che dal 2008 le banche non stampano più carnet di assegni senza la clausola di non trasferibilità, il Mef spiega che se qualcuno dovesse trovarsi nel cassetto un vecchio blocchetto può ancora utilizzarlo per trasferimenti di denaro di importo pari o superiore a 1.000 euro a patto che scriva di suo pugno “non trasferibile”. Se l’importo è inferiore a 1.000 euro l’assegno può essere fatto circolare anche senza clausola.

Dall’indagine condotta dal Mef per analizzare la consistenza del fenomeno è emerso che nessuna sanzione è mai stata ancora comminata ai sensi della nuova normativa e che tra tutti i sanzionati solo in 107 hanno deciso di pagare l’oblazione, che consente di concludere anticipatamente il procedimento sanzionatorio.

In collaborazione con Adnkronos 

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