Assegni familiari, aggiornate in lieve rialzo le soglie di accesso

Aggiornate le soglie di accesso fino al 30 giugno 2019. L’importo è più generoso in caso di nuclei più numerosi, con un solo genitore e con figli disabili

Sono state aggiornate in lieve rialzo le soglie di accesso che determinano il diritto all’assegno familiare fino al 30 giugno 2019.
I nuovi importi, stabiliti dal Mef a fine giugno, “tengono conto della variazione Istat dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati e dell’aumento dell’inflazione, che nell’ultimo anno è cresciuta dell’1,1 per cento”, come spiega Repubblica. Sono stati previsti anche bonus per condizioni di particolare difficoltà, come le famiglie con un solo genitore o con più figli.

I NUOVI IMPORTI – I nuovi importi e i livelli di reddito stabiliti dal Mef con validità annuale, quindi fino al 30 giugno 2019, sono consultabili nelle tabelle allegate alla circolare 68/2018 dell’Inps e spostano la soglia di povertà ai nuclei familiari con Isee fino a 14.541 euro annui, dai 14.383 stabiliti fino al 30 giugno di quest’anno.
Un lieve rialzo è stato previsto per le famiglie con due figli, che potranno ottenere un assegno di 258,33 euro, mentre rimane invariata la situazione per le famiglie con un figlio unico, che hanno diritto a un assegno di 137,50 euro.
Previsto un bonus maggiore per i nuclei in condizione di particolare disagio: ad esempio le famiglie con un solo genitore (e di conseguenza un solo stipendio) e tre figli hanno diritto a un assegno di 458 euro mensili. Aiuti più sostanziosi anche in caso di figli disabili, sia minorenni sia over 18, cui spetta un assegno massimo di 168 euro al mese purché si abbia un Isee entro i 25.660 euro annui.

CHI NE HA DIRITTO – L’assegno al nucleo familiare, il cosiddetto Anf, è un sostegno economico erogato dall’Inps alle famiglie (meno abbienti) di lavoratori e pensionati appartenenti a queste categorie:

  • lavoratori dipendenti;
  • lavoratori dipendenti agricoli;
  • lavoratori domestici;
  • lavoratori iscritti alla Gestione Separata;
  • titolari di pensione a carico del Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti, dei fondi speciali ed ex ENPALS;
  • titolari di prestazioni previdenziali;
  • lavoratori in altre situazioni di pagamento diretto.

COME SI CALCOLA L’ASSEGNO – L’importo dell’assegno è calcolato in base alla tipologia del nucleo familiare, del numero dei componenti e del reddito complessivo del nucleo. Il reddito complessivo del nucleo familiare deve essere composto, per almeno il 70 per cento, da reddito derivante da lavoro dipendente e assimilato.
L’assegno viene pagato dal datore di lavoro, per conto dell’INPS, ai lavoratori dipendenti in attività, in occasione del pagamento della retribuzione.
In alternativa, è direttamente l’Inps che paga l’assegno se il richiedente è:

  • addetto ai servizi domestici;
  • iscritto alla Gestione Separata;
  • operaio agricolo dipendente a tempo determinato;
  • lavoratore di ditte cessate o fallite;
  • beneficiario di altre prestazioni previdenziali.

COME FARE DOMANDA – Se il richiedente svolge attività lavorativa dipendente, la domanda va presentata al proprio datore di lavoro. In tal caso, il datore di lavoro deve corrispondere l’assegno per il periodo di lavoro prestato alle proprie dipendenze, anche se la richiesta è stata inoltrata dopo la risoluzione del rapporto, con un termine di prescrizione di cinque anni.
Per tutte le altre categorie professionali la domanda va inviata online tramite il sito Inps oppure per telefono chiamando il contact center al numero 803164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile o con l’aiuto di un patronato. I dipendenti pubblici possono presentare l’istanza attraverso il modulo disponibile sul sito NoiPA sotto la voce ‘Persone’. Sul modello bisognerà indicare il reddito familiare complessivo percepito nel 2017 e i redditi a tassazione separata riportati nella Certificazione Unica 2018, allegando i documenti d’identità di chi richiede l’assegno e del coniuge.

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