In Italia ci sono più asili nido, ma restano le disparità Nord-Sud

Nonostante gli sforzi dei Comuni, solo l’11% delle famiglie riesce ad accedere al servizio

In Italia ci sono più asili nido. E questa è una buona notizia. Restano però ancora problemi per le famiglie italiane ad accedere al servizio, soprattutto nel Mezzogiorno. La mappa della distribuzione degli asili è stata resa nota dall’Istat su dati dell’anno scolastico 2009/2010.

Secondo i risultati dell’istituto di statistica, gli asili nido comunali hanno registrato oltre 154 mila iscrizioni tra bambini tra zero e due anni. Oltre 38mila bimbi hanno frequentato strutture convenzionate o sovvenzionate dai Comuni. Per un totale di 192.44 bambini, ovvero un servizio sempre più richiesto dalle famiglie: +32%.

Lo sforzo dei Comuni è stato notevole. Quasi la metà ha realizzato asili nido. Altri, pur non disponendo di strutture proprie, fornisce agevolazioni ai cittadini per usufruire agli asili privati. Il miglioramento delle perfomance è stato notevole: nel 2003/2004 solo un Comune su tre veniva incontro alle esigenze delle famiglie con bambini piccoli.

Nonostante ciò, l’Istat calcola che, considerando il bacino di utenza da 0 a 2 anni, solo l’11% delle famiglie riesce ad accedere al servizio. Appena due punti percentuali in più rispetto a cinque anni prima.

Restano, inoltre, disparità tra Nord e Sud. I bambini meridionali che vanno all’asilo nido comunale – o finanziato dal Comune – sono fermi alla percentuale del 3,4%. Ovvero cinque volte meno rispetto al nord-est (il 16,4% ne usufruisce). Ma la differenza più sensibile è nella percentuale di comuni che offrono il servizio. Due su dieci al sud (21%). Quasi otto su dieci al nord-est (77,3%).

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