Antitrust boccia tassa sul Money transfer: “E’ discriminatoria”

A farne le spese, secondo l'AGCM, potrebbero essere soprattutto gli stranieri che usano i money transfer per inviare soldi alle famiglie nei paesi d’origine

Bocciata la tassa sui money transfer introdotta dal Governo con il decreto legge fiscale perchè discriminatoria e va dunque modificata.

TASSA INGIUSTIFICATAMENTE DISCRIMINATORIA – Questa la richiesta dell’Antitrust contenuta nella segnalazione inviata ai presidenti delle Camere, al presidente del Consiglio, al Tesoro, all’Agenzia delle Entrate e a Bankitalia.

Stiamo parlando della  nuova imposta dell’1,5% sulle rimesse di denaro verso paesi non appartenenti alla Ue che, secondo l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato “risulta ingiustificatamente discriminatoria in quanto applicabile alle sole rimesse effettuate dagli istituti di pagamento (i cosiddetti money transfer operator), ma non dalle altre categorie di operatori che possono offrire analogo servizio, in particolare le banche italiane ed estere e Poste Italiane”.

Perciò, si legge ancora nel richiamo, appare “suscettibile di alterare il corretto confronto competitivo, poiché si traduce in un elemento di costo gravante solo sugli istituti di pagamento, riducendo la loro capacità di formulare offerte competitive, a parità di altre condizioni”.

A FARNE GLI SPESE GLI STRANIERI – A spingere per la tassa che, secondo le prime stime dovrebbe portare nelle casse dello Stato circa 60 milioni di euro, è stata la proposta targata Lega. E a pagarne il prezzo più alto, secondo l’AGCM potrebbero essere soprattutto sugli stranieri che usano i money transfer per inviare soldi alle famiglie nei paesi d’origine con la diretta conseguenza, come detto, di ridurre il grado di trasparenza sulle condizioni economiche del servizio.

Andando più nello specifico, la misura colpirebbe soprattutto bangladesi e filippini, rispettivamente al secondo e terzo posto nella classifica dei cittadini stranieri che spediscono soldi alle famiglie.

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