Analisti impietosi: Italia e Portogallo sono la nuova Grecia

Scarsissima crescita e tensioni politiche minano seriamente alle basi i due paesi

Se sul piano politico le recenti (e poco comprensibili, considerato il silenzio dell’Italia al tempo della ‘battaglia’ Merkel-Tsipras) stoccate fra palazzo Chigi e Bruxelles non aiutano a creare un clima costruttivo, le condizioni economiche presentano un quadro decisamente fosco per Italia e Portogallo in particolare, che sempre più analisti economici definiscono ‘la prossima Grecia‘.

Entrambi i paesi sono infatti caricati di enormi cumuli di debiti, a fronte di una crescita assente, in mezzo alle note turbolenze del mercato globale. I dati più recenti evidenziano come l’economia italiana sia cresciuta di appena lo 0,1 per cento nell’ultimo trimestre del 2015, mentre quella del Portogallo dello 0,2 per cento. Gli investitori sono sempre più preoccupati per l’ordine del giorno anti-austerità del governo socialista portoghese. I livelli di debito del paese si attestano infatti su un incredibile 130 per cento del PIL, facendo del Portogallo uno dei più indebitati d’Europa.

Allo stesso tempo, i mercati sembrano essere particolarmente preoccupati per le banche italiane, che si stima contengano circa 350 miliardi di crediti in sofferenza – oltre il 30 per cento del totale della zona euro. Michael Hewson, capo di mercato analista di CMC Markets UK, ha detto: “La solvibilità delle banche italiane è una continua fonte di preoccupazione, nonostante l’ipotesi bad bank. Nel corso degli ultimi anni più antica banca d’Italia (Monte di Paschi) ha dovuto raccogliere capitali in più di una occasione, oltre ad essere salvata due volte dal governo italiano, il che è motivo di preoccupazione per quanto riguarda competenza e trasparenza”.

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