Ambasciatori italiani guadagnano due volte e mezzo i loro colleghi

La spending review colpisce anche le feluche. Un taglio ai privilegi della diplomazia? Quanto guadagnano gli ambasciatori

La spending review dà una sforbiciata al mondo (dorato) delle feluche italiane. Il Consiglio dei ministri ha infatti deciso la soppressione delle ambasciate in Tegucigalpa (Honduras), Reykjavik (Islanda), Santo Domingo (Repubblica Dominicana), Nouakchott (Mauritania), nonché la soppressione della Rappresentanza permanente presso l’Unesco a Parigi. Nel mirino del Governo, inoltre, almeno nelle intenzioni, una riduzione agli stipendi di consiglieri, ministri plenipotenziari e ambasciatori.
Il pacchetto illustrato ieri al Senato dal ministro degli Esteri, Federica Mogherini, per incontrare i desiderata del commissario alla spending review Carlo Cottarelli, prevede risparmi per 16 milioni di euro nel 2014, 42 nel 2015 e 52 nel 2016. Totale 110 milioni.
La squadra diplomatica della Farnesina subisce dunque un primo, piccolo ma simbolico, ridimensionamento.  Ambasciatori e consoli sono sì i rappresentanti istituzionali dell’Italia all’estero, ma anche coloro che, in Italia, rappresentano un‘èlite tra le più privilegiate. Luoghi comuni frutto di un battage mediatico pseudopopulista?
Così non pare, soprattutto se si consultano le analisi recentemente condotte da Roberto Perotti, professore ordinario di economia politica presso l’Università Bocconi, pubblicate sul sito de LaVoce.info.

"Gli ambasciatori italiani guadagnano, al netto di tasse, quasi due volte e mezzo i loro colleghi tedeschi. Ma alla Farnesina nessuno sembra preoccuparsi di questa sproporzione. E la rete diplomatica italiana non è nota per la sua efficienza."

Lo studio del professor Perotti riporta in una tabella le remunerazioni mensili nette da tasse degli ambasciatori italiani (colonna 4) e tedeschi (colonna 5) in ciascuna delle capitali dei tre paesi più ricchi di ogni continente, più i rappresentanti all’Onu di Ginevra e New York. Sono remunerazioni teoriche, che assumono un ambasciatore senza moglie e senza figli.
L’autore ha ottenuto i dati riportati direttamente da funzionari del Ministero degli Esteri, mentre quelli tedeschi sono basati su fonti ufficiali scaricate da internet. 
Dalla tabella emerge che in media, le remunerazioni nette italiane sono  due volte e mezzo quelle tedesche (colonna 6). In Europa e in America del Nord sono quasi tre volte.


fonte: laVoce.info

Per illustrare in modo chiaro il sistema dei diplomatici privilegi e in risposta alle critiche mosse allo studio da parte di Pasquale di Q. Terracciano, ambasciatore d’Italia a Londra, Perotti precisa:
"…La cifra che  l’ambasciatore a Londra riceve sul suo conto corrente a fine mese, senza nessun dovere di rendicontazione,  è di 21.789 euro, senza includere moglie e figli. Di questi, paga solo circa 700 euro di tasse e contributi, perché questi si calcolano solo sulla metà dello stipendio di base. Se ha moglie, riceve il 20 per cento in più; se ha figli, il 5 per cento in più (riferito all’indennità di un segretario di legazione) per ogni figlio. La casa, i domestici e l’80 per cento delle utenze domestiche sono pagate.
Poi l’ambasciatore riceve 15.578,88 euro di assegno di rappresentanza; queste sono le spese da rendicontare per fare funzionare l’ ambasciata. Una quantità inverosimile di ambasciatori mi ha scritto sostenendo che i poveri ambasciatori italiani devono usare i loro soldi per fare funzionare l’ambasciata. Ma questi sono esattamente soldi destinati al funzionamento dell’ambasciata! Non sono soldi dell’ambasciatore, che gli arrivano abbondanti (21.000 al netto delle tasse, come visto sopra) e nessuno glieli tocca. Di questo assegno di rappresentanza,  l’ambasciatore può utilizzare fino al 50 per cento per ulteriori domestici, e il 5 per cento per fare studiare inglese alla moglie e persino per le scuole dei figli, se particolarmente costose."

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