Allarme rincari: obbligo del Pos costerà 77 euro in più a famiglia

Il Codacons lancia l’allarme "rincari per i consumatori italiani legati alla misura introdotta in Manovra"

L‘obbligo del Pos per i commercianti costerebbe alle piccole imprese almeno 2 miliardi di euro. Lo stima Confesercenti nel giorno dell’assemblea a cui partecipa anche il premier Giuseppe Conte. La misura introdotta nella manovra 2020 dovrebbe entrare in vigore a luglio 2020, in attesa di trovare un accordo con il sistema bancario che faccia scendere i costi delle commissioni delle carte, soprattutto per i piccoli importi.

Il Codacons “condivide le preoccupazioni di Confesercenti circa le ripercussioni per le imprese derivanti dall’obbligo del Pos” e lancia l’allarme “rincari per i consumatori italiani legati alla misura introdotta in Manovra”.

“Siamo favorevoli all’obbligo per esercenti di accettare i pagamenti con carta, ma è innegabile che tale misura comporterà costi ingenti che, inevitabilmente, saranno scaricati sui consumatori finali, attraverso un incremento dei prezzi al dettaglio e delle tariffe” spiega il presidente del Codacons, Carlo Rienzi.

“Tra costi di installazione, gestione dei Pos e commissioni interbancarie, ogni famiglia rischia di subire un aggravio di spesa pari a +77 euro annui, nel caso in cui i costi dei pagamenti elettronici saranno interamente trasferiti sui consumatori” segnala Rienzi.

“Per tale motivo -argomenta il presidente del Codacons- ribadiamo la richiesta al Governo di trattare con le banche per azzerare del tutto commissioni e costi sui micropagamenti al di sotto dei 30 euro, così da alleggerire i costi per le imprese ed evitare l’ennesima stangata per le tasche delle famiglie, che si tradurrà in una contrazione dei consumi come conseguenza dei rincari dei listini al dettaglio”.

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