Allarme Confcommercio: ripresa in frenata. Mezzogiorno sempre più distante dal resto del Paese

Segnali di raffreddamento per l'economia italiana dopo l'accelerazione del 2017. 180 mld in fumo ogni anno per gap strutturali

(Teleborsa) L’onda lunga della crisi non ne vuole sapere di allentare la presa. Un passo avanti e due indietro, qualche segnale positivo in un contesto generale di sofferenza con la ripresa che, purtroppo, sembra ancora lontana.

SEGNALI DI RAFFREDDAMENTO PER L’ECONOMIA ITALIANA – Stanno emergendo i primi segnali di rallentamento dell’economia italiana. A lanciare l’allarme è l’ufficio studi Confcommercio che rivede al ribasso le stime sui consumi per quest’anno (+1% contro la precedente previsione del +1,1%) e per il 2019 (+0,9% contro il +1,1% della stima di ottobre).

L’ultimo quarto del 2017 ha mostrato una variazione congiunturale dello 0,3% contro lo 0,4% del terzo trimestre. Non ha evidentemente giovato a sufficienza – spiega Confcommercio – la crescita della produzione industriale in dicembre. D’altra parte, il Pil mensile Confcommercio suggerisce che il primo trimestre 2018 potrebbe mostrare una variazione tendenziale al di sotto dell’1,4%, testimoniando l’apertura di una fase di raffreddamento dell’attività economica.

Nonostante nel 2017 il Pil sia cresciuto dell’1,5%, archiviando per l’Italia il quarto anno consecutivo in ripresa, Confcommercio raffredda gli entusiami: intanto, si è trattato di ripresa e non di crescita. In secondo luogo, il prodotto non ha mai raggiunto, dal 2014, cioè dall’inizio della fase di recupero dopo la crisi, un tasso di variazione tendenziale trimestrale – e, a maggior ragione, annuale – attorno o superiore al 2%, un target minimo per un riassorbimento abbastanza rapido della disoccupazione e di buona parte dell’area della povertà.

E SEGNALI DI FUMO: PERDIAMO 180 MILIARDI L’ANNO PER COLPA DEI GAP STRUTTURALI – Ma non finisce qui. A questa situazione si aggiungono i problemi strutturali della nostra economia – eccesso di burocrazia e pressione fiscale, deficit di legalità e infrastrutture – che frenano la crescita facendoci perdere ogni anno 180 miliardi di Pil. Evidenzia ancora l’ufficio studi di Confcommercio nel suo rapporto sulle economie territoriali, presentato in occasione dell’annuale forum di Confcommercio.
Un rapporto fatto di più ombre che luci che sottolinea un problema storico e cioè la fotografia poco incoraggiante e, a tratti allarmante, di un  Mezzogiorno che invece di guadagnare terreno, appare sempre più distante dal resto del Paese per tutti gli indicatori (unità di lavoro, Pil, consumi).

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