Allarme bollette, via le offerte a prezzo fisso per luce e gas: cosa fare

Secondo un'analisi di Selectra, solo il 36% dei fornitori luce e il 28% del gas propongono ai consumatori italiani offerte a prezzo fisso. Ecco cosa sta succedendo

Prezzi dell’energia sempre più pazzi, e in aumento. Cosa sta succedendo al mercato della luce e del gas? La crisi energetica, esasperata dalla guerra in Ucraina, ha fatto schizzare in alto il costo dell’energia anche in Italia, e le bollette sono sempre più care. Ma non solo: mentre prima potevamo almeno trovare soluzioni più vantaggiose grazie a prezzi bloccati, ora anche questa opzione sembra sfumata.

Nonostante l’Autorità abbia annunciato una riduzione di circa il 10% delle bollette di luce e gas nel secondo trimestre 2022, le opportunità per i consumatori di scegliere un’offerta di luce e gas a prezzo fisso in questo momento stanno diminuendo.

A lanciare l’allarme è Selectra, il servizio gratuito che confronta le offerte di luce, gas e internet e che ha analizzato l’andamento del numero di offerte a prezzo fisso nel Mercato Libero nel corso del primo trimestre 2022. Selectra è un servizio che aiuta privati e aziende a scegliere il fornitore di luce, gas, telefonia e internet. Mette a disposizione dei consumatori un servizio personalizzato e gratuito, selezionando le proposte più adatte alle loro esigenze e accompagnandoli nella gestione delle pratiche contrattuali.

Cosa succede con le offerte a prezzo variabile

In generale, ormai da tempo, le bollette record di luce e gas stanno spingendo sempre più consumatori a valutare offerte alternative sul Mercato Libero, che possano metterli al riparo da ulteriori rincari. Mentre infatti nel mercato di Maggior Tutela il prezzo cambia ogni tre mesi, nel Mercato Libero il fornitore stabilisce il suo prezzo e consente agli utenti di scegliere tra offerte a prezzo indicizzato o fisso.

Nelle offerte con prezzo indicizzato, o anche “variabile”, il prezzo della materia prima in bolletta si modifica mensilmente in base alle oscillazioni del mercato e in particolare al costo d’acquisto dell’energia elettrica e del gas sui mercati all’ingrosso. Il prezzo variabile è spesso legato all’andamento della borsa elettrica italiana e quindi del PUN (Prezzo Unico Nazionale) e al mercato del gas, dove sono presenti diversi indicatori di riferimento, come il PSV italiano (Punto di Scambio Virtuale) o il TTF (Title Transfer Facility), l’indice del mercato di scambio olandese più rappresentativo in Europa.

L’offerta con prezzo variabile diventa quindi vantaggiosa soprattutto nel momento in cui ci sono cali di prezzi dell’energia e gas. In ogni caso, è una soluzione che si rivolge, in particolar modo, agli utenti consapevoli delle oscillazioni di mercato e che sono pronti a repentini cambiamenti in fatto di fornitori e offerte.

Cosa succede con le offerte a prezzo fisso

A differenza delle offerte a prezzo indicizzato, le offerte a prezzo fisso sono invece bloccate per un preciso periodo di tempo, che può variare dai 12 ai 36 mesi, quindi sono efficaci quando la materia prima costa di più.

Questo significa che l’utente è coperto da eventuali rincari dei prezzi. Infatti, chi aveva attivato questo tipo di offerta negli ultimi 12 mesi non ha subito aumenti in bolletta dovuti alla crisi energetica.

Tuttavia, mentre a gennaio le offerte a prezzo fisso per la luce rappresentavano il 69% di quelle disponibili sul mercato, a fine marzo la percentuale è scesa al 53% del totale: sono infatti diminuiti drasticamente i fornitori che propongono prezzi fissi. Un anno fa le offerte a prezzo bloccato erano presenti nel portafoglio di quasi tutti i fornitori, mentre a gennaio del 2022 sono passati all’84% e ora vengono offerte solo dal 36% dei maggiori fornitori.

Idem per le offerte a prezzo fisso del gas: a inizio anno rappresentavano il 66% delle offerte sul Mercato Libero, ora non arrivano neanche alla metà (48%). I fornitori che propongono questo tipo di offerte, che prima della crisi dei prezzi erano quasi il 100%, all’inizio del 2022 sono scesi al 68% e ora sono appena il 28%.

I motivi e gli scenari

Una situazione frutto della crisi energetica, in un momento di forte incertezza, in cui i fornitori fanno sempre più fatica a proporre ai propri clienti offerte convenienti a prezzo fisso, spiega Antoine Arel, co-fondatore di Selectra Italia.

“Oggi è estremamente difficile fare previsioni anche a medio termine, quindi, per garantire il prezzo bloccato ai clienti, i fornitori sono costretti a tener conto di possibili ulteriori variazioni del mercato e del rischio in modo che, appena i prezzi torneranno a livelli più calmierati, il cliente possa cambiare offerta liberamente, come garantito dalla normativa”.

Per questo le offerte bloccate non solo stanno diminuendo, ma quelle rimaste hanno prezzi elevati. In generale, questa situazione rischia di aggravare le difficoltà che stanno affrontando i consumatori italiani che, oltretutto, dovendo fare riferimento a prezzi indicizzati, “dovranno necessariamente avere un rapporto più dinamico e soprattutto consapevole con il mondo dell’energia” spiega Arel.

Contenuto offerto da Selectra