Alitalia, via libera al commissariamento: 180 giorni per tentare di salvarla

"I voli e le operazioni non subiranno alcuna modifica e continueranno secondo la programmazione prevista"

(Teleborsa)Alitalia, arrivano i commissari. Ma “i voli e le operazioni non subiranno alcuna modifica e continueranno secondo la programmazione prevista”, si legge nella nota ufficiale.

Mentre l’ex compagnia di bandiera italiana è sempre più in bilico tra fallimento e prospettiva di rilancio, il cda di Alitalia, riunitosi nella giornata di oggi al termine dell’assemblea, ha deciso all’unanimità di presentare l’istanza di ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria come disposto dalla legge Marzano.
L’ assemblea degli azionisti di Alitalia, “ha preso atto con grande rammarico dell’esito del referendum tra i propri dipendenti, che ha di fatto precluso l’attuazione del rilancio e della ristrutturazione della società”, prosegue la nota della compagnia in cui si evidenzia che “i soci italiani ed Etihad, convinti del potenziale di crescita dell’azienda, si erano resi disponibili a finanziare il piano industriale per 2 miliardi di euro, attraverso forti investimenti e una riduzione dei costi strutturali che, per due terzi, non erano relativi al costo del personale”.
CONDITIO SINE QUA NON –  I soci avevano fatto sapere che la disponibilità alla ripatrimonializzazione e al rifinanziamento era subordinata ad un accordo con le organizzazioni sindacali – precisa ancora la nota – venuto però meno con l’esito del referendum tra i dipendenti che ha sancito senza se e senza ma la vittoria del no.

ARRIVANO I COMMISSARI – La palla passa ora all’esecutivo: il ministero dello Sviluppo economico è già al lavoro sul decreto di nomina dei commissari chiamati ad una “mission” quasi impossibile, che prenderanno il timone della compagnia per mettere a punto un nuovo piano industriale. I nomi, ormai scontati, sono quelli di Luigi Gubitosi, attuale presidente e di Enrico Laghi, ex commissario dell’Ilva , a cui potrebbe affiancarsi una terza figura con competenze tecniche.
E ORA CHE SUCCEDE? Un futuro  tutto da scrivere con il fattore tempo destinato a fare da ago della bilancia. Dalla nomina i commissari avranno 180 giorni per presentare un piano di risanamento della compagnia. 6 mesi in cui Alitalia avrà bisogno di una boccata d’ossigeno per continuare a far volare i suoi aerei. Liquidità fresca che dovrà essere ancora una volta il governo a mettere sul piatto con il via libera di Bruxelles che ha già dato la benedizione, seppur informale, a un prestito ponte di circa 400 milioni, purché venga concesso “a condizioni di mercato”.

I POSSIBILI SCENARI – Con il Governo che ha ripetutamente chiuso a doppia mandata la porta della nazionalizzazione, le ipotesi sono almeno tre: il rilancio della compagnia mediante nuovo accordo con i sindacati, che dopo il NO al referendum hanno fatto un “mea culpa” sulla decisione di lasciare in mano ai lavoratori il destino dell’accordo faticosamente raggiunto con l’azienda; la ricerca di un cavaliere bianco, cioè di un compratore disposto (anche in cordata) ad accollarsi la gestione della compagnia in crisi e risanarla con eventuali sinergie ed economie di scala, una ipotesi che appare certamente improbabile dato che i papabili (Lufthansa in primis) si sono già defilati; il cosiddetto spezzatino, cioè la suddivisione del gruppo in più parti che singolarmente avrebbero un valore e potrebbero far gola ad altri player del mercato.

Su quel che succederà, pesa anche l’incognita Matteo Renzi, che da domenica sera è di nuovo il Segretario del Pd, che ha già fatto sapere come la pensa, citando il modello Meridiana.
Nel frattempo, si naviga a vista, in un mare aperto dove di certezze all’orizzonte non se ne vedono, tranne una: comunque andrà a finire,  il prezzo da pagare sarà salatissimo per i 12.500 lavoratori della compagnia in crisi, che dovranno sottostare a pesanti tagli o alle ripercussioni di una liquidazione.

GLI ITALIANI SCARICANO ALITALIA – Una questione delicatissima sulla quale, però, gli italiani sembrano avere le idee fin troppo chiare. Per il 77%(8 su 10)  l’Alitalia deve fallire. Lo ha rivelato  un sondaggio condotto da Index Research.

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