Alitalia, ok al prestito ponte. Ma gli italiani la scaricano: per il 77% deve fallire

Dopo la netta vittoria del NO al referendum, il consiglio di amministrazione di Alitalia, ha avviato le procedure per la richiesta al governo di amministrazione straordinaria. Adesso, la palla, o se preferite, la patata molto più che bollente, passa all’assemblea dei soci fissata per il prossimo 2 maggio, chiamato a ratificare la scelta. Non ci sarà dunque alcuna operazione di ricapitalizzazione che invece si sarebbe prospettata in caso a spuntarla fosse stato il “sì”  con gli azionisti che si erano dichiarati pronti a mettere sul piatto un  ulteriore impegno finanziario, garantendo lo stanziamento di quasi due miliardi di euro. Ma, in perfetto stile sliding doors, questo è ciò che sarebbe potuto succedere.La famosa storia dei “se” e dei “ma”.
Cosa succederà, invece, è tutta altra storia. Precisamente, quella caldissima e tesissima, di queste ore con il governo che prova a gestire al meglio una situazione in cui trovare un lato da salvare è decisamente un’impresa ardua, esattamente come il tentativo di salvare l’ex compagnia di bandiera tricolore.

L’esecutivo, intanto, prende tempo e ha annunciato che negozierà con l’Unione europea il via libera ad un aiuto pubblico “per un orizzonte di sei mesi”. Per usare una metafora a tema, niente più, niente meno che un’operazione che consentirà di contare su una quantità di carburante (circa 400 milioni) per una tratta a corto raggio, il classico prestito ponte, ha spiegato il ministro Carlo Calenda, che ha ribadito che non è prevista alcuna possibilità di  nazionalizzazione. Soldi necessari, insomma,  per traghettare il vettore fino alla fase di amministrazione straordinaria, considerando che la compagnia ha lanciato l’sos già da un bel pezzo e tra poco meno di un mese finirà l’ossigeno in cassa.
Ma cosa ne pensano gli italiani? Sulla questione Alitalia sembra proprio che abbiano le idee (fin troppo) chiare.
Per il 77%(8 su 10)  l’Alitalia deve fallire. Lo rivela un sondaggio condotto da Index Research.

“Secondo lei è giusto che Alitalia fallisca?”, questa la domanda rivolta agli intervistati: il 17% è contrario a un simile sbocco, mentre il 76,9% ritiene che la compagnia aerea vada lasciata fallire.
“E’ evidente che gli italiani sono contrari alle politiche di ripiano di deficit sistematicamente adottate dai Governi nei confronti delle aziende in crisi”, spiega Natascia Turato, direttore di Index Research.

 GAME OVER – I numeri, insomma,  non lasciano interpretazione alla fantasia. Tartassati e sfiniti, sembra proprio che gli italiani non ce la facciano più (e come dargli torto) a mettere l’ennesima pezza. Per fortuna, per quanti sono parte in causa, il futuro di Alitalia non sarà deciso dai connazionali che, nel loro copione ideale, hanno già scritto il finale con un annuncio che suonerebbe più o meno così: signori e signore potete scendere, siamo arrivati a destinazione”. Ma, a parlare per una volta, non sarebbe la voce del Comandante. Ma quella dei passeggeri.

 

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