Restano gratuiti gli alimenti per i 200.000 celiaci italiani, ma cambia il tetto di spesa

Nessun taglio: tutti i celiaci potranno ancora acquistare gratis parte degli alimenti senza glutine, ma cambia il tetto di spesa basato sulle fasce d'età

Scongiurato il rischio di un taglio drastico a sostegno dei celiaci italiani: gli alimenti senza glutine continueranno ad essere gratuiti, inclusi i piatti pronti. È però del 19% la riduzione media del tetto di spesa. Tetto che è fissato in base all’età, al genere e al fabbisogno calorico della persona. Nel dettaglio, questi sono i nuovi tetti fissati:

  • 6 mesi – 5 anni: 56 euro
  • 6 – 9 anni: 70 euro
  • 10 – 13 anni: 100 euro per i maschi, 90 euro per le femmine
  • 14 – 17 anni: 124 euro per i maschi, 99 euro per le femmine
  • 18 – 59 anni: 110 euro per gli uomini, 90 euro per le donne
  • over 60: 89 euro per gli uomini, 75 euro per le donne

Crescono dunque i tetti di spesa per i “pazienti” fino a 17 anni, mentre scendono tutti gli altri: a fronte di un risparmio per lo Stato di 30 milioni di euro, ai celiaci viene comunque garantita la necessaria assistenza. Come ha spiegato l’AIC (Associazione Italiana Celiachia), questi tagli sono infatti dovuti alla riduzione del prezzo degli alimenti senza glutine: dal 2006 ad oggi, si è registrato un calo del 7% per i prodotti in vendita nelle farmacie, e del 33% per quelli in vendita nei supermercati. La quota coperta dallo Stato continua dunque ad essere pari al 35% dell’apporto calorico giornaliero da carboidrati privi di glutine.

L’assistenza ai celiaci, dell’Italia è un fiore all’occhiello, fin da quando – nel 2001 – il Decreto Veronesi ha per la prima volta introdotto il tetto di spesa in base ai suddetti fattori. Alcuni Paesi europei, come Spagna e Irlanda, non prevedono alcun assistenza alla terapia; la Croazia riconosce 10 kg di farina al mese, la Serbia 5. Ci sono poi Stati che danno un sostegno economico (Francia, Finlandia, Belgio, Danimarca, Norvegia), altri – Russia, Germania, Olanda, Portogallo – permettono di detrarre dalle tasse parte delle spese, mentre il Regno Unito prevede il pagamento di un ticket per la terapia. Ecco quindi che, l’Italia, rappresenta un’eccellenza del settore, sebbene nel nostro Paese crescano del 10% ogni anno le diagnosi di celiachia. A preoccupare davvero è l’enorme numero di persone che ancora non sanno di soffrire di questa patologia.

 

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