Agricoltura italiana locomotiva. Crescono Pil e occupazione

Il settore è in controtendenza, premiato l'alto qualitativo valore del Made in Italy

a cura di Teleborsa

L’agricoltura è l’unico settore che nel 2011 vede aumentare il valore aggiunto (+1,2%), il numero di dipendenti (+6%) e il valore delle esportazioni (+11%), in netta controtendenza rispetto all’andamento generale dell’economia.

Lo ha annunciato il presidente della Coldiretti Sergio Marini sulla base di una analisi su dati Istat relativa al primo trimestre del 2011, nel sottolineare che “permangono aree di grave difficoltà come quello dell’allevamento dei maiali e si stanno scontando gli effetti dell’emergenza del batterio killer sull’ortofrutta, ma il settore dimostra grande vitalità e ha conquistato primati nella qualità, tipicità e nella salubrità. Il Made in Italy alimentare è una leva competitiva in Italia e nel mondo è può offrire un grande contributo all’economia, all’occupazione e alla sicurezza alimentare dei cittadini. Un patrimonio del Paese che – ha sottolineato Marini – va difeso dalla concorrenza sleale che mette a rischio la sopravvivenza del sistema agricolo nazionale, la cui importanza è confermata dalle speculazioni sul cibo che hanno generato le recenti tensioni internazionali”.

Il modello agricolo italiano è vincente nel mondo dove ha conquistato primati nella qualità, tipicità e nella salubrità delle produzioni, ma anche nel valore aggiunto per ettaro di terreno ovvero la ricchezza netta prodotta per unità di superficie dall’agricoltura italiana, che è oltre il triplo di quella Usa, doppia di quella inglese, e superiore del 70% di quelle di Francia e Spagna. Leadership per i prodotti tipici, record di longevità grazie alla dieta mediterranea, top di presenze per il turismo enogastronomico, i sistemi di controllo più efficaci del mondo per garantire la salubrità dei prodotti, sono alcuni dei primati del Made in Italy agroalimentare. Un settore – sottolinea Coldiretti – che rappresenta il 15% del Pil nazionale, con un valore complessivo di 250 miliardi di euro, e che anche in tempo di crisi fa segnare un andamento positivo. Il valore dell’export agroalimentare italiano nel 2010 è stato di circa 27,7 miliardi di euro. In Italia – spiega Coldiretti – il 17 per cento delle imprese attive si occupa di agricoltura: una realtà che conta 900mila aziende presenti sull’83,5 per cento del territorio nazionale.

Le produzioni italiane hanno poi il primato della sanità e della sicurezza alimentare, con un record del 99 per cento di campioni regolari di frutta, verdura, vino e olio, con residui chimici al di sotto dei limiti di legge. Nel nostro Paese si trova un terzo delle imprese biologiche europee e un quarto della superficie bio dell’Unione superando il milione di ettari. L’agricoltura italiana vanta inoltre la leadership nei prodotti tipici con 228 prodotti a denominazione o indicazione di origine protetta riconosciuti dall’Unione europea di cui 143 Dop e 85 Igp (91 prodotti ortofrutticoli, 40 oli extravergini di oliva, 43 formaggi, 34 prodotti a base di carne, 6 prodotti da panetteria, 4 spezie o essenze, 3 aceti, 3 carni e frattaglie fresche, 2 prodotti della pesca e 2 miele). Senza contare le 4.511 specialità tradizionali censite dalle regioni, mentre sono 509 vini a denominazione di origine controllata (Doc), controllata e garantita (Docg) e a indicazione geografica tipica (331 vini Doc, 59 Docg e 119 Igt).

L’Italia, infine, vanta un paesaggio unico che – conclude Coldiretti – è meta di un crescente flusso turistico nei 871 parchi e aree protette presenti in Italia che coprono ben il 10 per cento del territorio nazionale. Una tendenza confermata dalla crescita dell’agriturismo che può contare su 19.000 aziende agricole. E il nostro paese è anche leader europeo per il turismo enogastronomico, con un movimento annuo di circa 5 milioni di appassionati.

Agricoltura italiana locomotiva. Crescono Pil e occupazione