Aggiornamento DEF: debito sale ancora, calo rimandato al 2017

Renzi, Pil 2016 stimato a +0,8%

(Teleborsa) – Pensioni, sanità, bilancio, Pil e indebitamento. Sono questi i punti più caldi sui quali si è lavorato nella nota di aggiornamento del DEF. Il debito pubblico salirà’ ancora quest’anno, passando dal 132,2% del 2015 al 132,8%. Il calo è dunque rimandato al 2017, quando dovrebbe scendere di nuovo al 132,2%, si evidenzia nella nota, un dato confermato dallo stesso Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan: “”Il rapporto debito/Pil non scende, lo ammetto io, le previsioni di inflazione erano troppo ottimistiche”, ha detto nella notte a Palazzo Chigi.

Il Pil del 2016 crescerà’ invece dello 0,8%. E’ questa la stima del governo secondo quanto affermato dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, nel corso della conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri. Un passo indietro rispetto a quanto annunciato in primavera: nel Def di aprile la crescita economica era infatti stimata all’1,2%. Il Premier ha evidenziato che la “sintesi efficace” della nota di aggiornamento del Def è che “il deficit va giù e il Pil va su”, “tutti e due con una traiettoria meno ampia di come avremmo voluto ma sono due misure che vanno nella giusta direzione”.

Il presidente del Consiglio ha inoltre assicurato che andranno via le clausole di salvaguardia, che le tasse non aumenteranno e che nella manovra vi saranno le misure per la competitività e il superammortamento. Nonché misure sulle pensioni (“l’Ape ci sarà”), “inoltre confermiamo il quadro di riduzione fiscale. Le singole misure le decidiamo in legge di bilancio”.

Sulla sterilizzazione delle clausole di salvaguardia, con 15 miliardi di aumenti di tasse scongiuraterisorse a sostegno dell’investimento, come il superammortamento, misure sulla previdenza e per la questione sociale, alcune delle misure annunciate per la manovra, il ministro dell’Economia  ha però precisato in conferenza stampa di non voler entrare “nel merito”. “E’ presto per parlare di misure specifiche – ha sottolineato – ma sono queste le misure che permetteranno un guadagno di crescita visto che l’ambiente internazionale non solo rimane poco favorevole ma sta peggiorando e che l’euro nell’ultimo anno si è apprezzato“, cosa che rappresenta – ha aggiunto – un ulteriore freno all’economia europa.

Sulle spese sanitarie, Renzi ha detto che “saranno maggiori rispetto al 2016. Metteremo più’ soldi sulla sanità”, spiegando che quanto ci sarà esattamente sul Fondo sanitario “lo renderemo noto con la manovra”. Sul fronte dell’indebitamento netto “pensiamo che ci possa essere un ulteriore 0,4 e su questo chiederemo l’approvazione al Parlamento e verificheremo le scelte da fare da qui alla legge di stabilità”, ha detto ancora Renzi, al termine del Cdm, spiegando che la richiesta sarà avanzata per le spese eccezionali del sisma e dell’immigrazione.

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