Manovra, agevolazioni 2020 ancora bloccate: quadro preoccupante

La situazione di emergenza che vivono le imprese italiane è acuita anche dalla mancanza di certezze sugli incentivi fiscali

Che il Coronavirus avesse sparigliato le carte in ambienti governativi è un fatto risaputo. L’esecutivo guidato dal Premier Conte ha concentrato tutti i propri sforzi – organizzativi ed economici – sull’emergenza e sui tentativi di contenere la diffusione del virus, mettendo magari in “stand-by” altre questioni.

E, molto probabilmente, sono finiti all’interno di questo calderone anche tutti i decreti attuativi previsti nella Legge di Bilancio 2020 per dare sostanza, regole e fondi alle molteplici agevolazioni e bonus previsti per aziende e privati. E, vale la pena sottolineare, non è affatto una questione secondaria: la legge prevede che il Governo abbia 60 giorni per emanare i decreti attuativi, scadenza che in questo caso non è stata rispettata.

A questo si aggiunge l’incertezza nella quale “navigano” ora le aziende, che non conoscono ancora le modalità attuative dei vari bonus di loro interesse, né hanno a disposizione modulistica e manuali per predisporre le richieste di erogazione degli incentivi. Un quadro preoccupante, che rischia di aggravare ulteriormente la situazione economica e finanziaria di migliaia di aziende colpite dal Coronavirus.

Credito d’imposta ricerca e sviluppo: lo stato dell’arte

La manovra 2020 prevede un allargamento della platea per la concessione del credito d’imposta su ricerca e sviluppo. Nell dettato legislativo, infatti, sono incluse nuove attività finanziabili, in modo che sempre più aziende siano incentivate a investire nello sviluppo di nuove tecnologie.

Peccato, però, che al momento il Ministero dello Sviluppo Economico non abbia ancora pubblicato il decreto con il quale vengono definiti termini come attività di ricerca fondamentale, di ricerca industriale e sviluppo sperimentale in campo scientifico o tecnologico. Si tratta di definizioni fondamentali, che aiuteranno le imprese a capire quali spese garantiranno il credito d’imposta e quali, invece, saranno a carico totale del bilancio aziendale.

Credito d’imposta fiere internazionali: a che punto siamo

Il settore fieristico è, probabilmente, uno di quelli che maggiormente hanno risentito dell’emergenza legata al Coronavirus. Un po’ in tutto il mondo sono stati cancellati eventi e manifestazioni (in Italia, tanto per citarne uno, è stato rimandato l’inizio di Vinitaly), causando ripercussioni economiche di svariate centinaia di milioni di euro.

Il credito d’imposta sulle fiere internazionali avrebbe potuto dare un po’ di ossigeno a tutto il comparto ma, dopo i continui rinvii dello scorso anno, anche quest’anno il MiSE non ha ancora pubblicato i decreti attuativi, necessari per stabilire le disposizioni operative del bonus fiscale.

Transizione 4.0: lo stato

La nuova normativa relativa al piano Transizione 4.0 prevede che le aziende che usufruiscono di incentivi e sgravi debbano effettuare delle comunicazioni al MiSE, che in questo modo potrà monitorare l’andamento delle iniziative e la loro efficacia.

A oggi, però, il dicastero del ministro Patuanelli non ha ancora pubblicato i modelli da utilizzare.

Credito d’imposta per il Mezzogiorno: gli sviluppi

Le aziende del Mezzogiorno che vorrebbero usufruire del credito d’imposta loro riservato sono ancora in attesa che venga sviluppata la piattaforma software necessaria per inviare le richieste di accesso al credito.

L’agevolazione è vigente e, dunque, le aziende possono investire sapendo che parte della spesa sarà “convertita” in credito d’imposta, ma l’Agenzia delle Entrate ancora non aggiorna il programma online che deve essere utilizzato a fini rendicontativi.

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