Agenzia del farmaco: Milano beffata, in fumo quasi 2 miliardi l’anno

Dopo la parità nelle votazioni l'assegnazione è andata d Amsterdam per sorteggio

Milano perde l’Ema, l’agenzia europea del farmaco in uscita dalla Londra post Brexit, e con esso un possibile giro d’affari da 1,7 miliardi l’anno fra trasferimento delle famiglie dei funzionari, visitatori e relativo indotto. Nonostante il dossier del capoluogo lombardo fosse stato giudicato il più forte, la parità a fine votazioni ha portato al sorteggio, che ha premiato Amsterdam beffando la delegazione milanese.

L’estrazione a sorte era prevista sin dall’inizio dalla procedura ed è stata conseguenza del pareggio al terzo turno reso possibile dall’astensione della Slovacchia, che si era astenuta anche al secondo turno dopo che Bratislava non era riuscita a passare il primo. Milano era stata in testa a tutte le votazioni fino a quella finale. Aveva infatti superato il secondo turno con 12 voti, davanti ai 9 di Amsterdam e ai 5 di Copenhagen, che è stata eliminata. Alla prima tornata di votazioni Milano era in testa con 25 voti contro i 20 delle due città nord europee.

ADDIO A 1,7 MILIARDI L’ANNO – Con la sconfitta al sorteggio del capoluogo lombardo, candidato a ospitarla, va in fumo un ‘tesoro’ che era stato stimato in circa 1,7 miliardi di euro annui da un’analisi dei possibili impatti economici del trasferimento di Ema, condotta tra la fine dell’anno scorso e l’inizio del 2017 da Alberto Dell’Acqua, docente della Sda Bocconi e direttore del master in Corporate finance, e colleghi.

LE REAZIONI – Prevedibilmente improntate alla delusione le reazioni del mondo politico. Dopo la beffa, il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni ha detto: “Abbiamo deciso lo stesso di fare un commento nonostante la delusione. C’è anche la consapevolezza di aver fatto tutto quello che potevamo fare per avere un dossier competitivo. Dopodiché e andata come è andata. Dispiace molto eravamo pronti. Detto questo prendiamo atto. Ringrazio Beppe Sala, gli operatori e il mondo delle imprese, il governo che so quanto si è impegnato”.

Il sindaco Giuseppe Sala ha aggiunto: “Nessun rammarico, abbiamo fatto tutto il possibile. La candidatura ci è servita per prendere coscienza della nostra forza e dei miglioramenti che ha avuto Milano in questi ultimi anni. Siamo stati l’unica città non capitale ad arrivare alla votazione finale – scrive – e siamo stati capaci di confrontarci con le grandi capitali europee”. Poi, in conferenza stampa, Sala sottolinea che è “veramente un po’ assurdo essere esclusi perché si pesca da un bussolotto. Tutto regolare ma non è normale”. Dopo i primi due turni, prosegue, “ci avevamo sperato anche se la seconda votazione ha mostrato che probabilmente qualcuno non ha votato”, poi al terzo turno “probabilmente è venuto fuori qualche accordo politico”.

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