Affitti, fino a 12mila euro per aiutare chi non riesce a pagarlo

Il nuovo Decreto delle Infrastrutture ha stabilito un fondo di 60 milioni per aiutare i morosi incolpevoli che non riescono a pagare l'affitto

Contributi sino a 12mila euro l’anno per chi non riesce a pagare l’affitto. La novità per tutte le famiglie in difficoltà arriva dal Decreto delle Infrastrutture del 30 marzo 2016, tramite il quale il Governo ha deciso di destinare 60 milioni di euro ai “morosi incolpevoli”. Si tratta di tutti quegli inquilini che sono in una situazione di indigenza che gli impedisce di pagare regolarmente il canone di locazione. L’art. 2 del decreto spiega nel dettaglio che per “morosità incolpevole si intende la situazione di sopravvenuta impossibilità a provvedere al pagamento del canone locativo a ragione della perdita o consistente riduzione della capacità reddituale del nucleo familiare”.

La morosità incolpevole è presente solo in alcune situazioni specifiche “a titolo esemplificativo e non esaustivo”. Questa condizione si verifica in caso di: perdita del lavoro per licenziamento; accordi aziendali o sindacali che hanno provocato una riduzione dell’orario di lavoro, cassa integrazione ordinaria o straordinaria in grado di limitare notevolmente la capacità reddituale, mancato rinnovo di contratti di lavoro atipici oppure a termine, cessazioni di attività libero-professionali oppure di imprese registrate, dovute a cause di forza maggiore, malattia grave, infortunio oppure decesso di un componente del nucleo familiare in grado di comportare una consistente riduzione del reddito complessivo o la necessità di impiegarne gran parte per coprire spese mediche e assistenziali rilevanti.

Il decreto del 30 marzo ha definito anche i criteri per accedere ai contributi. Il comune d’appartenenza dovrà dunque valutare che il richiedente: abbia un reddito I.S.E. non superiore ai 35mila euro oppure un reddito derivante da un’attività lavorativa con I.S.E.E. che non sia superiore a 26mila euro, sia destinatario di un atto di intimazione sfratto per morosità,  sia titolare di un contratto di locazione di unità immobiliare ad uso abitativo regolarmente registrato (escluse le categorie catastali Al, A8 e A9) e risieda nella casa da almeno un anno, abbia cittadinanza italiana o di un Paese dell’UE, possieda un regolare titolo di soggiorno.

Il comune dovrà anche verificare che né il richiedente né i componenti del nucleo familiare siano titolari di diritto di proprietà, usufrutto e uso di un’altro immobile nella provincia di residenza adeguato.

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