Addio bollette progressive, chi più consuma meno spende. E’ polemica

Le associazioni dei consumatori sono sul piede di guerra e chiedono lo stralcio dell’Art.11 dello schema di DLGS

La fine della concertazione tanto voluta da Matteo Renzi ha i suoi pro ma anche i suoi contro: l’esempio di una conseguenza presumibilmente non calcolata è quella relativa al Decreto Legislativo adottato in extremis dal governo, il quale prevedrebbe una modifica radicale della bolletta energia elettrica senza che vi sia stata alcuna discussione con le parti in causa. Per questo motivo, la maggior parte delle associazioni dei consumatori hanno chiesto senza mezzi termini l‘eliminazione dell’Art.11 dello schema di decreto.
 
IL DECRETO – L’Italia si appresta a recepire la Direttiva 2012/27 del 25 ottobre 2012  sull’efficienza energetica, che modifica le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE, mediante un Decreto legislativo. Il decreto modifica radicalmente la struttura della bolletta elettrica eliminando la “progressività”, e finisce paradossalmente per premiare chi consuma di più. La beffa sta nel fatto che l’Art.11 dello schema di DLGS va nella direzione di riformare la struttura tariffaria non più in maniera progressiva, scontrandosi di fatto con l’attuale fase recessiva e col binomio risparmio energetico-efficienza che rappresenta il futuro su cui lavorare.
 
LA RIVOLTA DEI CONSUMATORI – “Non solo non vi è stata alcuna discussione sulla materia – scrivono in una nota congiunta Adiconsum, Adoc, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Codacons, Codici, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori –, ma con questo decreto si modifica radicalmente la struttura della bolletta elettrica, eliminando la “progressività”, all’insaputa di 30 milioni di utenze domestiche e premiando chi consuma di più”. Come si può coniugare efficienza e risparmio se la bolletta non sarà più progressiva? Le Associazioni Consumatori chiedono, pertanto,  alle Commissioni competenti lo stralcio dell’articolo 11, considerato che ha altri fini e che nulla ha a che vedere con l’efficienza energetica.
 
LE POMPE DI CALORE – Le associazioni, quindi, chiedono la revisione dell’attuale schema del decreto legislativo, che deve includere elementi legati ad agevolare i comportamenti virtuosi dei consumi domestici. I consumatori sono d’accordo nel fatto di aumentare la potenza da 3 a 4,5 KW senza maggiorazioni tariffarie e oneri per gli utenti, consentendo l’uso delle pompe di calore, così come previsto nel conto termico. Infine, è fondamentale per le associazioni superare l’attuale impostazione degli incentivi sulle FER, spostandole sulla fiscalità generale, invece di appesantire ancora di più le spese dei consumatori domestici.

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