Addio a Harry Mariani, l’uomo che portò il Brunello nel mondo

E' stato l’uomo del successo americano di Lambrusco e Brunello di Montalcino

E’ morto, all’età di 78 anni, l’italo-americano Harry Mariani che, con il fratello John, fondò nel 1978 Castello Banfi, azienda toscana che ha contribuito in modo decisivo al successo del Brunello di Montalcino in Usa prima, e nel mondo poi. Il progetto Castello Banfi oggi continua sotto la guida di Cristina e James Mariani, figli di John ed Harry nominati presidenti onorari dell’azienda.

Il successo ottenuto dalla famiglia Mariani inizia tra il 1970 e gli anni ’80 con l’importazione negli States del Lambrusco delle Cantine Riunite. Un boom immediato: 11 milioni di casse l’anno, grazie alla spinta delle Cantine Riunite. Gli americani volevano “The Italian Coca Cola”, come definì Harry il Lambrusco, rendendolo più facile, dolce e frizzante. Nel 1983 diventò il primo vino italiano consumato negli States. Finì persino in lattina. Poi la discesa.

Harry e John, con le casse piene grazie al Lambrusco, sbarcarono a Montalcino diventando da importatori a produttori. Si vendevano, allora, solo 300 mila bottiglie di Brunello, era uno sconosciuto per i consumatori statunitensi. Harry voleva grandi spazi e comprò “a prezzi irrisori” quasi tremila etteri, di cui 850 a Sangiovese e Moscadello, e il castello medievale di Giovanni Mastropaolo. La cantina, aperta con una festa hollywoodiana, era in grado di produrre il doppio di tutti gli altri vignaioli di Montalcino messi assieme. Da lì la consacrazione del Brunello nel mondo.  storia novecentesca.

 

 

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