Addii milionari: le buonuscite record dei top manager italiani

I dirigenti delle grandi aziende italiane hanno ricevuto in tutto 304 milioni di liquidazione dal 2008

Da Romiti ad Andrea Guerra passando per Profumo e Colaninno, la lista di coloro che hanno lasciato le aziende pubbliche e private in cui lavoravano con cifre da capogiro è lunga. Alla faccia della crisi che toglie più ossigeno alle famiglie italiane, i dirigenti delle grandi aziende italiane hanno ricevuto in tutto 304 milioni di liquidazione dal 2008.

“Il Codice di autodisciplina delle società quotate prevede che l’indennità non superi un determinato importo o un determinato numero di anni di remunerazione. La direttiva europea prevedeva un tetto di due annualità”, ha commentato Arnaldo Camuffo, capo del Dipartimento di Management dell’Università Bocconi. Peccato che il limite di due anni di stipendio si sia perso per strada. Con il risultato che in Italia le buonuscite toccano numeri record e destano perplessità a non finire, soprattutto se si prendono in considerazione le situazioni di bilancio in cui questi top manager hanno lasciato le loro ex società.

Il Corriere riporta la top ten delle maggiori liquidazioni percepite dal 2008 dai nostri manager (elaborata da L’Economia c’è con Arnaldo Camuffo), e la confronta con la top five delle liquidazioni dei paperoni Usa. Eccola:

  1.  Cesare Romiti con 105,3 milioni di euro e con 24 anni di lavoro (la cifra comprende il patto di non concorrenza).
  2. Alessandro Profumo (oggi designato alla guida di Leonardo) all’uscita da Unicredit ha avuto 40,4 milioni (ne ha donati due in beneficienza) per 12 anni di attività.
  3. Matteo Arpe (oggi al vertice di Sator e Banca Profilo) lasciò Capitalia con 37,4 milioni di liquidazione per sette anni di attività.
  4. Luca Cordero di Montezemolo (uscito da Ferrari) con 27 milioni per 13 anni di lavoro (anche qui, compreso il patto di non concorrenza).
  5. Paolo Cantarella (Fiat) con 20 milioni per 25 anni.
  6. Roberto Colaninno (Olivetti) con 17 milioni per 15 anni.
  7. Cesare Geronzi (Generali) con 16,7 milioni per un solo anno di lavoro.
  8. Giovanni Bazoli (Banca Intesa) con 15 milioni per 25 anni (cinque milioni donati in beneficienza).
  9. Carlo Puri Negri (Pirelli Re) con 14 milioni per 20 anni (compreso il patto di non concorrenza).
  10. Andrea Guerra (Luxottica) con 11,4 milioni per dieci anni di attività.

Negli Stati uniti la top five delle liquidazioni dei manager dal 2007:

  1. Rex Tillerson (Exxon Mobil) con 180 milioni di dollari,
  2. Gary Cohn (Goldman Sachs) con 123 milioni
  3.  Jamie Damon (Jp Morgan) con 28 milioni
  4. Marissa Mayer (Yahoo!) con 23 milioni
  5. Elaine Chao (Wells Fargo) con 5 milioni di dollari.

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