Acquisti online, con chi reclamare se il venditore è all’estero

Se c'è una controversia il consumatore deve rivolgersi al giudice straniero. A meno che il sito non abbia una vocazione commerciale internazionale. Ecco come capirlo

La rete non ha confini, si dice. Mica sempre vero. Per capirlo è sufficiente fare un acquisto online. Magari il sito è in italiano, il prezzo è in euro e capire dove risiede fisicamente il venditore non ci interessa. Fino al momento in cui  sorge un intoppo. Se nasce una controversia col venditore (per un prodotto difettoso, una garanzia non rispettata ecc.) il fatto che il venditore sia italiano o straniero fa una bella differenza. La Corte di Giustizia europea ha ribadito infatti che se l’azienda risiede in un altro paese europeo il consumatore deve rivolgersi ai giudici di quello Stato. Una bella complicazione.

Ma c’è una significativa eccezione di questa regola che viene in soccorso al consumatore nostrano. L’acquirente potrà fare causa davanti al giudice del suo domicilio se le attività del venditore sono “dirette verso” il paese in cui il consumatore è domiciliato. In altre parole un consumatore può rivolgersi ai giudici del suo paese se il sito di vendita online straniero:

•  offre i propri beni o servizi in più Stati membri dell’Unione europea specificatamente indicati;

•  impegna risorse finanziarie con un motore di ricerca per facilitare l’accesso al proprio sito per i consumatori di quei paesi;

•  ha un’attività internazionale per sua natura (ad esempio alcune attività turistiche).

Sito internazionale, come capirlo

Ci sono alcuni indizi che che aiutano a capire – e all’occasione a dimostrare – la “vocazione internazionale” del commerciante:

•  url (indirizzo) del sito: utilizza un’estensione del dominio diversa da quello dello Stato in cui è stabilito il commerciante (ad esempio, “.it” per una società tedesca) o di estensioni neutre (.com o .eu);

•  lingua/valuta del sito: esistono versioni del sito in varie lingue (a scelta dell’utente) e c’è la possibilità di convertire la valuta nazionale del commerciante in altre valute;

•  recapiti telefonici: sono riportati con l’indicazione del prefisso internazionale;

•  “come raggiungerci”: vengono descritti itinerari internazionali, cioè a partire da altri Stati;

•  “i nostri clienti”: viene pubblicizzata una clientela internazionale e vengono riportati i commenti di clienti di vari paesi.

Piccoli dettagli, in alcuni casi anche banali, che però possono risultare fondamentali nel momento in cui ci si trova costretti ad andare per le vie legali. (A.D.M.)

Acquisti online, con chi reclamare se il venditore è all’estero