Acquisti a rate, la nuova legge è in vigore. Ma la trasparenza è ancora lontana

Operative a breve le nuove regole sul credito al consumo. Per mettere ordine nella giungla delle rate. Occhio al "vero" Taeg e alle carte revolving

Il consumatore può cambiare idea liberamente entro due settimane. Il Taeg, il tasso effettivo globale, dev’essere veramente “effettivo e globale”, cioè comprendere tutte le spese sostenute da chi chiede il prestito. Il tetto di tutela sale da 31mila a 75mila euro. Sono solo alcune delle garanzie introdotte dalla nuova legge sui contratti di credito ai consumatori, appena pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale e in vigore definitivamente dal 19 settembre prossimo.

Una situazione sperata. Perché quella reale per ora sembra essere ben diversa. Già, perché dietro le sirene pubblicitarie del “tasso zero” o del “compri ora e paghi tra un anno” si nascondono insidie di vario genere. Lo rileva un’inchiesta di Altroconsumo in 300 negozi di nove città italiane.

Taeg, questo sconosciuto

Il Taeg, ad esempio. Sono state vagliate 323 offerte di finanziamento per l’acquisto di elettrodomestici, mobili o attrezzature sportive in 284 negozi di 9 città italiane. I risultati non sono confortanti: nel 63% dei casi il Taeg non è stato comunicato o è stato ne è stato dato uno sbagliato. L’informazione finanziaria (si fa per dire) è affidata ai volantini pubblicitari. Solo in 10 casi è stato consegnato al cliente il foglietto informativo con le indicazioni precise del tasso e della rateizzazione. In tutti gli altri casi solo promesse pubblicitarie, appunto. Il consiglio di Altroconsumo prima di concludere un acquisto a rate è di farsi consegnare sempre il foglio informativo e il contratto previsto dalla legge.

La doppia faccia della carta revolving

Un’altra spina nel fianco dei consumatori sprovveduti sono le cosiddette “carte revolving“, quelle che aprono per il sottoscrittore una linea di credito per rateizzare gli acquisti e, se usate a certe condizioni, possono avere tassi salatissimi al limite del tasso d’usura. La Banca d’Italia ha già bacchettato le finanziarie per la vendita spregiudicata di questi strumenti di pagamento, ma con pochi risultati.

Infatti a differenza dei normali finanziamenti finalizzati a uno specifico acquisto, che possono essere proposti anche dai commessi di un negozio, i contratti  per le carte revolving devono per legge essere conclusi solo da un agente finanziario autorizzato. Invece vengono offerte con disinvoltura al momento dell’acquisto, magari spacciate come carte-fedeltà. Ma sono strumenti che aprono una vera e propria linea di credito (da 500 a 10.000 euro a seconda del reddito) utilizzabile in qualsiasi momento come quella di una carta di credito tradizionale, con la differenza che la spesa viene rateizzata e non pagata tutta insieme a una data stabilita.

E qui sta il rischio principale di queste carte. La promessa del tasso zero vale solo (e non sempre) nei negozi della catena commerciale. Se utilizzate al di fuori i tassi medi riscontrati sono del 18,47% con punte del 21,56%!

Prestiti trasparenti

Una situazione che dovrebbe cambiare – si spera – con la nuova legge. Ogni offerta di finanziamento dovrà infatti riportare chiaramente i seguenti dati:

•  tasso fisso nominale (Tan),
•  importo totale del credito,
•  tasso effettivo globale (Taeg), comprensivo di tutte le spese “accessorie” (istruzione della pratica, commissioni d’incasso ecc.)
•  durata,
• 
importo della singola rata,
•  importo complessivo finale dovuto dal consumatore. (A.D.M.)

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