Acquistare casa? Il momento è ancora propizio per il mattone

(Teleborsa) Il mercato immobiliare vede una ripresa sempre più vicina, dato che aumenta a doppia cifra la domanda di abitazioni -non solo le prime case, ma anche le case vacanza ed il commerciale – a fronte di prezzi che rallentano il ritmo di caduta.

A stimolare la domanda di case e gli investimenti sono proprio i prezzi bassi raggiunti dagli immobili, una tendenza che a quanto pare prosegue, nonostante l’aumento delle compravendite. Così, sebbene non si possa parlare ancora di una ripresa, il segnale è positivo per il futuro e garantisce che l’investimento sul mattone è ancora una “garanzia”, anche perché, parallelamente, i tassi sui mutui restano ai minimi storici, favorendo anche un boom del mercato dei mutui.

In base all’ultimo rapporto Istat sulle compravendite registrate dai notai, nel primo trimestre 2016, le convenzioni notarili per trasferimenti immobiliari a titolo oneroso sono state quasi 160 mila con un aumento del 17,9% rispetto a quelle registrate nello stesso trimestre del 2015. Si tratta del quarto trimestre consecutivo di aumento delle compravendite.

La tendenza dei prezzi è ancora negativa, seppur in fase di rallentamento: in base all’Osservatorio sul residenziale condotto dall’Ufficio Studi di Immobiliare.it, il primo semestre 2016 ha visto una riduzione dei prezzi del 2,1%, dopo il -2,9% del secondo semestre 2015 e dopo il -5,1% registrato complessivamente l’anno scorso.

A giugno 2016 il prezzo medio di un immobile italiano è stato pari a 1.964 euro al metro quadrato, anche se con oscillazioni importanti lungo lo Stivale; al Nord il costo è pari a 1.969 euro al metro quadro, che diventano 1.652 euro al Sud e addirittura 2.381 euro al metro quadro al Centro.

Importante anche la differenza in termini assoluti fra grandi e piccoli centri: nelle località con oltre 250.000 abitanti il costo medio al metro quadro è pari a 2.610 euro; 1.721 euro per ciascun metro quadrato nei comuni con meno di 250.000 residenti. Le differenze, però, diventano minime se si analizzano i valori, e le relative variazioni, in termini percentuali: tanto al Nord quanto al Sud Italia i prezzi si sono ridotti del 2% su base annua.

“Come avevamo previsto, dopo anni di forte crisi il mercato immobiliare italiano tende nuovamente alla stabilità e questo non può che essere un bene anche per gli investitori che, infatti, ritornano a guardare con interesse al nostro Paese”, commenta Guido Lodigiani, Direttore Corporate e Ufficio Studi di Immobiliare.it.

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