Acqua alta a Venezia, si mobilitano le banche: rate dei mutui sospese e prestiti

Danni per centinaia di milioni di euro. Intanto, montano le polemiche sul Mose, l'opera ancora incompiuta che ad oggi è costata più di 5 miliardi

Ormai da giorni continuano ad arrivare immagini drammatiche da  Venezia letteralmente messa in ginocchio da un’acqua alta da record di 187 centimetri, seconda soltanto ai 194 centimetri raggiunti con l’alluvione del 1966. La città è prigioniera di una marea prepotente che crea paura e disagi tra la popolazione. Un disastro con danni incalcolabili. “Parliamo di centinaia di milioni di euro”, ha detto il sindaco Luigi Brugnaro. 

Intanto, il Premier Giuseppe Conte nella giornata di ieri si è recato sul posto per una riunione tecnica nella Centrale operativa comunale, accompagnato dal Ministro delle Infrastrutture, Paola De Micheli, per incontrare il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, il comandante dei vigili del fuoco Fabio Dattilo e il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli. Sempre ieri, il Presidente della Regione del Veneto, Zaia, ha inviato al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e al Capo della Protezione Civile Nazionale, Angelo Borrelli, la formale richiesta di dichiarazione dello “Stato di emergenza a Livello Nazionale.

E intanto si sono mobilitate anche le banche. Da Unicredit a Intesa SanPaolo con l’Abi che in una nota ufficiale ha invitato gli istituti di credito a venire incontro alle esigenze della popolazione. 

UniCredit ha offerto una moratoria di 12 mesi sui mutui e speciali linee finanziamento a tasso agevolato per le famiglie e le aziende, in particolare modo le strutture ricettive, colpite dalla calamità che sta interessando il territorio veneziano in questi giorni. La moratoria di 12 mesi riguarda le rate dei mutui ipotecari e chirografari per le imprese con sede legale/operativa nella zona colpita dal maltempo che abbiano subito danni e per tutti i clienti privati intestatari di mutui ipotecari residenti nei Comuni interessati che siano stati danneggiati dall’evento.

La Banca ha messo inoltre a disposizione un “Prestito Sostegno” con tasso agevolato per i clienti privati residenti nei Comuni che hanno subìto danni a causa del maltempo; e il “Pacchetto nuovo credito alle imprese”, con linea di finanziamenti chirografari/ipotecari a condizioni agevolate in favore di clienti imprese con sede legale/operativa nei Comuni colpiti dall’evento.

A sostenere la Città di Venezia anche Intesa Sanpaolo che ha stanziato un plafond di 100 milioni di euro a sostegno delle famiglie e delle imprese che hanno subito danni a seguito dell’eccezionale maltempo. In particolare, il plafond, comunica una nota, è destinato alle famiglie, alle imprese, ai piccoli artigiani e commercianti che hanno subito danni, dando loro un sostegno finanziario dedicato.Prevista inoltre la possibilità di richiedere la sospensione per 12 mesi delle rate dei finanziamenti in essere per famiglie e imprese, residenti nelle zone colpite dal maltempo. La banca mette a disposizione tutte le proprie filiali sul territorio per fornire informazioni ed assistenza.

 MOSE, L’ETERNA INCOMPIUTA – Sullo sfondo, si sono riaccese le polemiche sul Mose la complessa opera ingegneristica – costata ad oggi più di 5 miliardi – studiata per scongiurare gli allagamenti durante l’alta marea. Nonostante i lavori per la realizzazione siano cominciati nel 2003, sotto la presidenza del Consiglio Berlusconi, il Mose (MOdulo Sperimentale Elettromeccanico) non è stato ancora ultimato. Nel Bilancio 2018 del Consorzio Venezia Nuova, il concessionario per la costruzione, la consegna definitiva è stata fissata al 31 dicembre 2021.

 

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