Governo, accordo su NADEF: calo PIL a una cifra. Manovra da 40 miliardi

22 in deficit, i numeri del Ministro dell'Economia Gualtieri. Ieri, intanto, prove di pace Confindustria-Governo

Il Governo trova l’accordo sulla NADEF (nota di aggiornamento al DEF) e  mette così nero su bianco i numeri che segnano il perimetro entro il quale ci si dovrà muovere da qui ai prossimi mesi per le scelte di politica economica in “casa”, parallelamente agli interventi legati a Next Generation Eu (la NaDEF si limiterà a stimare gli effetti espansivi senza dettagliare gli interventi visto che il Piano prenderà forma a metà ottobre con il Documento programmatico di bilancio).

Cifre, quelle contenute nella NaDEF, che potrebbero essere ancora limate in vista del consiglio dei ministri, in programma  questa sera, mercoledì 30 settembre nel corso del quale sarà presentata la NaDEF che sarà approvata nella giornata di domenica. Salvo – possibili – slittamenti.

I NUMERI – Come già anticipato, calo del PIL a una cifra: -9% nel 2020, poi rimbalzo al +6% nel 2021.  Il rapporto Deficit/Pil è stimato al 10,8% nel 2020, ma scenderà al 7% programmatico nel 2021 con un’espansione di 1,3 punti rispetto al tendenziale, poi al 4,7% programmatico nel 2022, al 3% programmatico nel 2023. Il rapporto Debito/Pil è stimato al 158% nel 2020, in discesa già nel 2021 e per il prossimo triennio.

“La caduta del Pil che sembrava vertiginosa si è un po’ ridotta, ma non significa che non ci siamo problemi”, ha detto il ministro Roberto Gualtieri. “Siamo consapevoli – spiega Gualtieri che l’impatto del coronavirus è stato pesante. L’Italia è stata molto efficiente nel contenere la pandemia e il governo è riuscito a intervenire in modo massiccio anche grazie al contesto europeo”.

Il Titolare del Tesoro, ospite a Di Martedì su La7, annuncia una manovra da 40 miliardi di euro per il 2021. “Oggi abbiamo deciso i saldi, lo spazio di politica fiscale: tra Recovery plan e spinta di bilancio il prossimo anno faremo 40 miliardi di espansione fiscale” il che significa “più investimenti pubblici e sostegno agli investimenti privati”.

“Abbiamo deciso che l’anno prossimo faremo un’espansione fiscale significativa e abbiamo seguito anche le indicazioni che vengono dalle istituzioni internazionali”, prosegue.  “Il deficit tendenziale sarebbe del 5,7% – spiega – lo portiamo al 7%. Il titolare dell’Economia ha ribadito che si procederà con la riforma fiscale che renderà “il sistema più semplice, più giusto, più equo e sosterrà di più chi lavora e chi produce”.

Poi un plauso all’azione di Governo: “Siamo stati tra i Paesi più generosi nel rinviare le tasse. E al tempo stesso abbiamo fatto molti interventi di sostegno. Dalla liquidità al fondo perduto. Tutto questo non basta, ne siamo consapevoli. C’è la fase dei sussidi, della protezione sociale larga e la fase dell’impulso alla crescita. Ecco, noi siamo preparando una manovra per questa fase 2″.

CONFINDUSTRIA-GOVERNO, PROVE DI PACE – Ieri, intanto, parlando all’assemblea di Confindustria, il leader degli Industriali Carlo Bonomi ha lanciato “un nuovo grande patto per l’Italia” . Dopo “25 anni di stasi” bisogna puntare su una «nuova produttività»

Messaggio immediatamente raccolto dal Presidente del Consiglio Conte per il quale siamo davanti a una “grandissima sfida, non abbiamo alternative, dobbiamo vincerla e lo possiamo fare solo tutti insieme”. 

Segnali distensivi dopo le schermaglie dei mesi scorsi, confermati anche dalle parole di Bonomi nella conferenza stampa finale: “Negli interventi sia del ministro Patuanelli che del Primo Ministro Conte c’è stata un’apertura molto forte che non avevamo registrato fino ad oggi”, ha detto spiegando che “la linea di Confindustria non è mai cambiata” mentre quella del Governo ora è cambiata. “Cogliamo con piacere questa apertura” e ora “abbiamo questo famoso Patto per l’Italia, hanno dato disponibilità, lo vedremo nei fatti”, ha concluso il numero uno degli Industriali.

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