A tre mesi dalla Brexit vola l’economia UK trascinata dagli investimenti

In aumento le esportazioni, cala la disoccupazione

(Teleborsa) – Avrebbe dovuto rappresentare la fine dell’economia della Gran Bretagna, ma a tre mesi dalla Brexit i numeri hanno puntualmente smentito i ‘Soloni’ che pontificavano sulle disastrose conseguenze cui sarebbe andata incontro la Gran Bretagna fuori dall’Europa, dopo il referendum dello scorso 23 giugno

Le imprese volano, il lavoro non manca, l’economia cresce come non mai, per non parlare degli investimenti. La temuta bufera, a meno di 100 giorni dal referendum, si è rivelata un vento primaverile spinto da dati di tutto rispetto. Nelle stime il PIL britannico continuerà a crescere fino al 2%, mentre la sterlina ha sì perso quota, ma ciò ha favorito le esportazioni, ma avendo reso più costose le importazioni si profila un decremento in termini di importazioni, soprattutto di materie prime.

Gli investimenti non mancano e sono cresciuti dell’11% nell’ultimo anno, con una forte spinta proprio negli ultimi mesi. Le vendite al dettaglio sono cresciute dell’1,4% a luglio (che vuol dire + 5,9% su base annua, numeri da boom economico), mentre le richieste di sussidio di disoccupazione sono scese di 8.600 unità. Anche la Borsa di Londra è cresciuta del 10% dopo lo scivolone (inevitabile) di giugno.

Vola anche il settore residenziale, che continua ad attrarre interesse e investimenti. I prezzi delle case sono cresciuti del 5,6% su base annua rispetto al 5,2% dell’anno precedente.  Secondo i dati della Banca d’Inghilterra, il numero di mutui approvati è tuttavia sceso ai minimi ma dal mese di agosto sono stati tagliati ulteriormente i tassi, al nuovo minimo storico dello 0,25%. Gli analisti si aspettano nella seconda parte dell’anno un calo dei prezzi attorno al 2%, percentuale destinata a scendere ulteriormente fino a raggiungere il 5% nel 2017, cosa che spingerà a un aumento generalizzato della domanda. Note positive anche per la disoccupazione, che rimane al livello più basso degli ultimi undici anni, a quota 4,9 per cento.

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