Spending review, a rischio oltre 10mila posti letto in cliniche convenzionate. Ecco quali

Non potranno essere più accreditate le cliniche private con meno di 80 posti letto per acuti. E' scritto nella bozza del regolamento del ministero. A rischio il 63% delle strutture che operano in convenzione con il servizio sanitario. L'elenco

L’entità dei tagli che stanno per colpire la Sanità decretati dalla spending review parla chiaro: 30mila posti letto in meno; si dovrà passare nel prossimo triennio 2013-2015 dalla media nazionale attuale che prevede 4,2 letti ogni mille abitanti, al rapporto di 3,7. Ma sono i regolamenti per i nuovi standard ospedalieri che definiscono dove la scure andrà a colpire e come cambierà la mappa dell’offerta di ricovero sul territorio nazionale.

Nel mirino della bozza di regolamento appena stilata dal ministro Balduzzi, vi sarebbero gli ospedali privati accreditati, ovvero quelle cliniche che offrono servizio convenzionato con il servizio sanitario nazionale, quindi con cure gratuite.
In base agli standard definiti dal documento del Ministero, le strutture che hanno meno di 80 posti letto per acuti rischiano essere sconvenzionate. In pratica, oltre la metà delle cliniche operanti in regime di convenzione rischia di saltare: di 406 le case di cura private accreditate per il ricovero di acuti, ben 257 strutture, il 63,3% del totale, hanno meno di 80 posti letto per acuti, e non rientrano nel nuovo limite previsto. Di queste, la regione che detiene il recordo delle cliniche accreditate al di sotto della soglia è la Sicilia (44) , seguita da Campania (29), Lombardia (23), Lazio (22), Piemonte, Toscana e Calabria (a pari merito con19).
L’elenco percorre tutto lo Stivale. In tutto potrebbero essere sconvenzionati dal Ssn 10.412 posti letto, pari al 35,9% dei letti per acuti nel privato accreditato, e quasi altrettanti posti di lavoro.

La questione sarà affrontata la prossima settimana in Conferenza Stato-Regioni, dove il Governo si confronterà con Governatori locali e assessori, sul piede di guerra per cercare di scongiurare i tagli.

Intanto, il presidente dell’Associazione dell’ospedalità privata (Aiop), Gabriele Pelissero, ha espresso il proprio dissenso, ritenendo “fortemente sbagliato” “un provvedimento che incide sulla riorganizzazione ospedaliera per il privato accreditato e che si limita a tagliare sulle basi di una soglia limite”.

Quali sono le strutturea rischio? L’elenco è stato elaborato da Quotidiano Sanità, su dati del ministero della Salute (anno 2011) e riporta nome e indirizzo delle cliniche che rischiano di essere estromesse dal sistema sanitario nazionale (scarica il file pdf).

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